Libri del mese ↓
18:54 venerdì 1 maggio 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data server per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia

In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.

06 Marzo 2026

Sono in acciaio, tinte di due tonalità di verde (pino e salvia), pesano abbastanza per scoraggiare i ladri e non farsi smuovere dai venti (13 kg circa) e sono disponibili in tre versioni: sedia classica, con i braccioli in legno, o reclinabile. Sia come sia, per i parigini vogliono dire una cosa sola: domeniche mattine assolate, passate al Jardin de Tuilleries. E proprio lì, da qualche stagione, Dior organizza le sue sfilate. Già dal 2024 infatti, quando alla guida del brand c’era Maria Grazia Chiuri, Dior aveva iniziato a collaborare con il Louvre, della cui struttura il giardino fa parte, per finanziarne la ristrutturazione, riaprendo l’area nord-est del parco, casa per 116 specie diverse di alberi. Una relazione di vicinanza che Jonathan Anderson ha portato a un nuovo livello: se la sfilata (molto apprezzata tra gli addetti ai lavori) si incentrava sull’ordinario che diventa straordinario, su una passeggiata al parco che può trasformarsi in un’occasione di (ri)scoperta di se stessi e del mondo, l’invito non poteva che ricordare quella location: ai fortunati convitati al défilé è quindi stato fatto recapitare un pacco con una coppia delle due sedie, in formato ridotto.

La storia di queste sedie – così come, per metonimia, quella del giardino – non è semplicemente una trovata di marketing aziendale, per inventarsi una “narrazione” affascinante, ma è strettamente legata alla storia architettonica della Francia. Il giardino sorge infatti laddove una volta c’era (anche) il Palazzo delle Tuilleries, distrutto da un incendio e poi demolito nel 1871. A immaginarlo fu Caterina De’ Medici nel 1564, prendendo ad ispirazione i giardini all’italiana della sua Firenze: era però un parco strettamente privato, riservato ai reali. Luigi XIII lo usava come parco da caccia, mentre Luigi XIV ordinò al paesaggista André Le Nôtre di ripensarlo, trasformandolo in un formale giardino alla francese, e dandogli la sua conformazione attuale. Nel 1667 il giardino divenne pubblico, ma come ricorda anche la nota stampa di Dior la “conditio sine qua non” per accedervi era vestirsi in maniera dignitosa e confacente al proprio rango. Una postilla che venne meno dopo la Rivoluzione Francese, quando il giardino fu aperto a tutti, a prescindere dall’attenzione al guardaroba.

Il governo permise a diverse aziende di installare sedute movibili sul suolo del giardino (a patto, ovviamente di pagare dazio): per l’inizio del 18esimo secolo questi accordi crearono un’evidente confusione cromatica tanto che nel 1955 il Senato Francese (Sénat) decise di standardizzare la tipologia di modello utilizzato, prediligendo lo stesso che si usava nel Jardin du Luxembourg già dal 1923, e che lo stesso corpo governativo aveva commissionato all’epoca. Nel 1990 le autorità francesi richiesero al brand di design Fermob di realizzare delle altre sedie (uguali alle precedenti), con le quali sostituire quelle esistenti, invecchiate abbastanza da non poter più essere utilizzabili. Se vi state chiedendo se è possibile comprarle la risposta è ni: il modello Sénat è esclusiva dei giardini, però nel 2002 il designer Frédéric Sofia ha creato una sedia a loro ispirata, chiamata Luxembourg: è in alluminio (e quindi pesa assai meno) e disponibile in un variegato arcobaleno cromatico, non limitato al verde.

Ad oggi, come si può leggere sul sito ufficiale del Jardin du Luxembourg (dove la Sènat si è posata per la prima volta) le sedie vengono ispezionate settimanalmente per rimuovere quelle rotte e ridistribuirle equamente per tutto il giardino, e il loro colore verde viene anche utilizzato per altri pezzi di mobilio, come per le fioriere presenti nell’Orangerie.

Articoli Suggeriti
Anche stavolta il premio di Designer of the Year l’ha vinto Jonathan Anderson

È la terza volta consecutiva, stavolta ha battuto Glenn Martens, Miuccia Prada, Rick Owens, Martin Rose e Willy Chavarria.

A Parigi l’idea di una moda rassicurante

Come già a Milano, la stagione appena conclusasi è stata perlopiù pragmatica e visibilmente afflitta dall’incertezza e dalle pressioni del momento storico. Ma la moda è ormai davvero solo lusso?

A Parigi si cerca la nuova eleganza maschile

Il ritorno all’eleganza sartoriale si mescola a una ritrovata sensualità nelle collezioni maschili.

Leggi anche ↓
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci

Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.

Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia

Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.

La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68

La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.

Il ritorno della Napoleon Jacket non è l’ennesimo trend nostalgico ma un altro, preoccupante messaggio politico

In molti l'hanno riscoperta dopo averla vista addosso al nuovo Presidente ungherese, Péter Magyar. Ma questo capo ha una storia antica, che parte dalle campagne napoleoniche, passa per l'indie sleaze e arriva fino a oggi, ai simboli del nuovo nazionalismo.

Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana

In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.

Renato Montagner ha trovato la formula per mettere assieme ingegneria, design, moda, tecnologia e artigianato, tutto in paio di occhiali

Siamo stati a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, nella manifattura in cui è nata la nuova collezione TAG Heuer Eyewear sviluppata con Thélios, il polo eyewear di LVMH. E abbiamo scoperto l'infinità di dettagli che servono a costruire un paio di occhiali davvero eccellenti.