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19:36 domenica 17 maggio 2026
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
Israele vuole fare causa al New York Times per un’inchiesta che racconta le violenze sessuali dei soldati dell’IDF sui prigionieri palestinesi L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.

Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci

Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.

29 Aprile 2026

Sembrano ormai lontani i tempi in cui per andare al Met Gala celebrità, maison e socialite erano disposti a tutto, anche a sborsare cifre da capogiro. Appena un anno fa un biglietto per presenziare all’evento costava 75 mila dollari, un tavolo da 10 per la cena di gala 350 mila (fonte: New York Times). I designer facevano a gara per accaparrarsi quanti più posti possibili e spedire sul red carpet le loro celebrità di riferimento, ovviamente vestite da loro. Ricevere un invito era considerato un grande traguardo in termini di visibilità e immagine.

Secondo quanto rivelato da Rob Shuter, a pochi giorni dall’evento, a New York serpeggia il panico. Sarebbero rimasti invenduti così tanti biglietti che il prezzo è stato ufficiosamente scontato, nella speranza di risollevare le sorti della cena. «I prezzi stanno scendendo perché devono farlo» ha rivelato una fonte anonima interna all’organizzazione dell’evento «gli stilisti non comprano più come una volta. La domanda semplicemente non c’è».

Perché questa crisi di reputazione del Met Gala? Le ragioni per cui uno degli eventi più importanti del mondo sta incontrando queste difficoltà sono due: Jeff Bezos e Lauren Sánchez. L’atmosfera attorno al Met Gala si è guastata da quando è stata annunciata il fatto che i principali finanziatori dell’evento di quest’anno sarebbero stati i Bezos. L’impressione è che si possa comprare l’accesso a un evento un tempo esclusivo, trasformato nell’ennesimo giocattolo per gli ultramiliardari di Big Tech (tra l’altro, non esattamente dei fuoriclasse del vestire).

C’è poi anche una questione politica. Wintour non ha mai invitato formalmente all’evento il Presidente degli Stati Uniti e ha sempre negato la copertina di Vogue alla first lady Melania Trump. I designer sono nervosi all’idea di rimanere in balia della non chiarissima direzione politica presa dall’evento: da un lato non si invitano i Trump, dall’altro si organizza tutto assieme ai Bezos, che erano in prima fila all’inaugurazione della seconda presidenza Trump. C’è il rischio, dunque, che nei prossimi giorni molte persone prendano la stessa decisione presa dal sindaco di New York Zohran Mamdani e da sua moglie Rama Duwaji: sarà per il prossimo Met Gala.

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