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C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
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Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina

Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.

29 Aprile 2026

Siamo abituati ad associare gli Stati Uniti a una pianificazione urbana votata all’utilizzo dell’automobile per ogni spostamento, con un’offerta di mezzi pubblici ridotta al minimo. Un recente studio internazionale ha messo in evidenza come anche nelle maggiori città europee la situazione non sia poi così differente: di fatto, la vita è quasi impossibile per chi non possiede macchina o motorino. Il calcolo dei Car Dependency Index (CDI), ovvero l’indice che misura e analizza la dipendenza dall’auto della popolazione, racconta infatti un Vecchio Continente dove i mezzi pubblici garantiscono una valida alternativa solo nelle grandi città e solo nei quartieri più centrali e meglio connessi. Per chi vive in periferia, invece, l’auto è il segno dell’ennesima disuguaglianza sociale. Avere accesso a mezzi pubblici che siano una valida alternativa al mezzo di trasporto privato sta diventando un lusso, così come l’accesso alle aree verdi.

I risultati appena pubblicati da questo studio, realizzato a livello internazionale ma che coinvolge diverse realtà italiane (in primis il Centro Ricerche Enrico Fermi), analizza come e dove le auto dominano l’accesso a opportunità di lavoro e servizi in 18 città europee. Calcolando la vastità della rete del trasporto urbano, gli orari in cui il servizio è attivo e la frequenza delle corse, lo studio evidenzia le disuguaglianze utilizzando una scala cromatica. L’idea è quella di fornire un dato calcolato rigorosamente ai policy maker delle singole realtà per riequilibrare l’offerta di mezzi pubblici e correggere la rotta.

Laddove la mappa tende alle sfumature d’azzurro significa che utilizzare i mezzi è persino più conveniente che muoversi con la propria auto in termini di tempo impiegato e spesa economica. Invece, più la cartina si fa rossa, più la macchina si trasforma nell’unico mezzo utilizzabile negli spostamenti. A sorpresa anche molte città considerate “green” e attente alla pianificazione urbana, come Vienna e Berlino, hanno fallito il test. A superarlo a pieni voti è solo Parigi (che però viene analizzata solo nella zona centrale), seguita da Zurigo e dalle aree interne di Milano e Barcellona. Sono le uniche città analizzate a essersi colorate di azzurro, grazie a un sistema efficiente di trasporti pubblici, che però nel caso di Milano non si estende oltre il centro città. È invece bocciatissima Roma, che raccoglie il risultato peggiore tra tutte le città esaminate dallo studio. Non solo la cartina è interamente rossa, ma in periferia le sfumature si fanno più intense, sottolineando come man mano che ci si allontana dal centro, la cui situazione è simile se non peggiore a quella di una metropoli statunitense come New York, presa come metro di paragone dello studio.

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