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20:47 mercoledì 5 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI

In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.

29 Aprile 2026

Oramai dovremmo saperlo tutti: non bisogna fidarsi delle AI. Non bisogna farlo quando si è alla ricerca di una ricetta veloce e sfiziosa per la cena, non bisogna farlo quando si ha bisogno di informazioni per programmare le vacanze, non bisogna farlo quando c’è da scrivere il testo di un disegno di legge. Soprattutto in quest’ultimo caso non bisogna farlo, come hanno scoperto loro malgrado i legislatori sudafricani incaricati di redigere il testo del primo disegno di legge per la regolamentazione dell’AI. Come sa chiunque abbia usato un’intelligenza artificiale per scrivere un qualsiasi tipo di contenuto, l’AI è prona a quelle che sono state definite hallucination. Traducendo e ampliando in italiano: l’AI spesso inventa, sbaglia, inventa sbaglia nello stesso momento. Esattamente quello che è successo ai legislatori sudafricani.

Dopo aver presentato il disegno di legge, infatti, la bozza è stata ritirata perché a una prima e veloce analisi si è scoperto che la bibliografia riportata nel testo era stata generata da un’AI (e per via delle allucinazioni tipiche delle AI era piena di cose inventate e sbagliate, appunto). Il Ministro delle Comunicazioni, Solly Malatsi, ha ammesso il disastro con un post su X, definendo l’accaduto una svista inaccettabile che ha minato la credibilità dell’intera iniziativa legislativa.

Ma il piano sudafricano, a prescindere dalla maldestra implementazione, era ambizioso. La legge proponeva di istituire una Commissione Nazionale per l’AI, un Comitato Etico e un’Autorità di Regolamentazione, aggiungendo a tutta questa attività di regolamentazione anche agevolazioni fiscali e sussidi statali per attirare investimenti privati nel settore. Come scrive la Reuters, l’errore non è stato scoperto dagli impiegati del ministero (a cui consigliamo di assumere dei revisori bozze competenti in scrittura AI o di fare un abbonamento a una di quelle AI che riconoscono i testi scritti dalle AI) ma è emerso durante la fase di consultazione pubblica, trasformando un momento di (presunto) avanguardismo politico in una scena di imbarazzo istituzionale che mette in discussione la capacità dello Stato di gestire la stessa tecnologia che intende normare.

Ora, mentre il governo promette sanzioni per i responsabili della stesura, la nuova data di pubblicazione della legge diventa un’incognita. Malatsi ha tentato di salvare il salvabile definendo l’errore una «lezione accolta con umiltà», sottolineando come questo incidente dimostri proprio la necessità di quella supervisione umana che la bozza stessa avrebbe dovuto promuovere. È un paradosso quasi perfetto: una legge scritta (male) dalle macchine per spiegare agli umani come controllare le macchine, finita al macero perché nessuno ha controllato se le macchine che avrebbero dovuto essere controllate dagli umani avessero sbagliato.

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