Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie
L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Lione, aprile 2026. In un pronto soccorso cittadino, una psichiatra affronta una crisi suicidaria acuta non con una telefonata a una squadra di crisi, ma con una flebo. La Francia è diventata la prima nazione al mondo a concedere l’autorizzazione nazionale per l’uso della ketamina racemica (la formula più ricercata e già utilizzata come anestetico) per via endovenosa, specificamente indicata per il trattamento delle crisi suicidarie imminenti. E ciò che fino a ieri era una pratica non autorizzata, oggi è legge. La decisione dell’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé (Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari), riportata dal The Clinical Trial Vanguard, non è più un esperimento pilota, ma un cambio normativo che renderà l’emergenza psichiatrica gestibile con la stessa tempestività di un arresto cardiaco.
Con l’introduzione della ketamina per il trattamento di crisi suicidarie, la Francia mette a nudo un paradosso normativo che affligge il resto dell’Occidente. Nonostante l’approvazione americana dell’esketamina (un potente farmaco antidepressivo) nel 2019, né negli Stati Uniti né nel Regno Unito esisteva finora un trattamento farmacologico ad azione rapida realmente utilizzabile nel lavoro di un pronto soccorso. Ovviamente, all’approvazione dell’uso della ketamina per trattare le crisi suicidarie seguirà un periodo di meticolosissima farmacovigilanza: per quanto si sia dimostrata efficace in diverse circostanze (prima fra tutte l’alleviamento dei sintomi degli stati depressivi), la ketamina porta con sé rischi sia dal punto di vista psicopatologico – lo sviluppo di dissociazione – che fisiologici, in particolare dal punto di vista cardiocircolatorio e soprattutto emodinamico. La somministrazione a dei pazienti che si ritrovano in una situazione di emergenza psichiatrica, quindi in stato di agitazioni, affetti da comorbità o dipendenti già da altri farmaci e sostanza, renderà tanto più difficile la raccolta di dati esaustivi e affidabili. Il margine di errore è ridottissimo.
La ketamina per via endovenosa resta però una risposta immediata e controllata, trasformando un intervento psichiatrico d’urgenza (che da noi finirebbe con la richiesta di un TSO) in una procedura medica standardizzata, replicabile e possibilmente più sicura, sia per i paziente che per gli operatori. Questa approvazione segna il momento – almeno per la Francia – in cui la psichiatria d’urgenza smette di essere secondaria alla medicina d’emergenza. Per la prima volta, la crisi suicidaria viene trattata come un evento fisiologico grave che richiede un intervento immediato, monitorato e soprattutto legalmente riconosciuto al di fuori di ogni deroga sperimentale.
È uno dei personaggi più stravaganti e inquietanti venuti fuori dalla Silicon Valley. Ha appena pubblicato un "manifesto" in cui espone la sua distopica visione del mondo. Una visione che ha tutte le intenzioni e i mezzi per trasformare in realtà.
Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.
Le nuove Indicazioni nazionali per i licei hanno sconvolto una categoria che non pensavamo esistesse: i fondamentalisti manzoniani. Ma far leggere il romanzo a studenti più grandi e più pronti è l'unico modo di salvarlo dall'oblio.