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12:42 mercoledì 22 luglio 2026
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Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.

La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile

L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.

30 Aprile 2026

Quando capita di comprare la Settimana enigmistica, magari prima di un viaggio, di una giornata al mare o per nostalgia dei bei tempi andati in cui il nostro cervello non ancora spappolato da brain rot e doomscrolling era ancora capace di godersi una Settimana enigmistica, la prima cosa che si fa è iniziare dal “Bartezzaghi”. Ce la farò?, si chiedono ansiosi gli enigmisti ogni volta che iniziano ad affrontare l’ultima opera del più famoso cruciverbista italiano. Ai newyorkesi lo scorso fine settimana è andata peggio, però: dall’abituale ansia che si avverte ogni volta che si inizia un cruciverba si è passati velocemente al panico. Sull’edizione cartacea di sabato 18 aprile del New York Times Magazine i lettori si sono accorti di un suggerimento mancante: era impossibile sapere che parola andasse alla 5 orizzontale. Ma la scoperta è stata confermata dalla testata solo sabato sera, quando il vuoto esistenziale apertosi dalla mancata risoluzione del cruciverba aveva già rovinato il fine settimana a milioni di enigmisti.

Nella serata del 18a aprile, il giornale ha confessato che «il cruciverba nell’edizione cartacea del New York Times Magazine contiene una griglia che non corrisponde agli indizi». La griglia era stata corretta online, ma per quelli per i quali il cruciverba si fa sulla carta o non si fa, il danno al fine settimana e all’autostima era già stato fatto. Come hanno ipotizzato alcuni appassionati di enigmistica di lunga data contattati da Vulture, questa è stata la prima volta negli 84 anni di storia dell’enigmistica del New York Times Magazine che è stato pubblicato un cruciverba irrisolvibile. L’errore pare sia stato commesso a causa di una recente riprogettazione della rivista: il sistema aggiornato non disporrebbe di un nuovo modello per le pagine dei cruciverba, quindi queste vengono attualmente trasferite, copiate e incollate da una versione precedente.

Ma questa è anche una storia di identità, quella del New York Times Magazine. È la storia di una testata che raramente commette errori, tanto raramente che i lettori hanno inizialmente pensato di essere loro a non riuscire a risolvere una sorta di easter egg, di rompicapo inedito dal lato dei lettori: più facile immaginare la propria incompetenza che un errore del New York Times Magazine. Come racconta a Vulture Irene Papoulis, ex insegnante di scrittura al Trinity College, «non mi è nemmeno venuto in mente che potesse essere un loro errore, ho semplicemente dato la colpa a me stessa». Anche Mike McFadden, dal New Jersey, quando non è riuscito a risolverlo, ha avuto una reazione simile. «Pensavo che ci fosse qualcosa che non andava in me, non pensavo che potessero commettere un errore» ha detto. La cosa ha talmente tormentato McFadden che per tutto il sabato non è riuscito a spiccicare parola.

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