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03:28 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia

Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.

28 Aprile 2026

«Si potrebbe dire che la mia specialità è la bellezza delle donne»: ad affermarlo era René Bouché, e considerato che per tutta la vita ha fatto l’illustratore per Vogue, muovendosi silenzioso nelle vite di alcune delle signore più note del jet set, c’è da dargli credito. Conosciuto per i suoi ritratti, che lui considerava più una interpretazione di un carattere che una fedele riproduzione di un corpo, 70 dei suoi disegni erano fino ad ora rimasti ignoti, custoditi in una cartella a casa della vedova dell’artista, Denise Bouché.

Acne Paper Palais Royal – lo spazio espositivo permanente del brand Acne Studios a Parigi – ha quindi pensato di dedicare a queste opere una mostra, curata da Dean Rhys-Morgan, battezzandola “The Women of René Bouché”.  Una costellazione di donne centrali nella vita sociale, culturale e politica del secolo scorso: c’è Deeda Blair, mecenate di Hubert de Givenchy e forte sostenitrice economica delle ricerche su cancro e AIDS; China Machado, di origini portoghesi e cinesi che divenne la prima modella non bianca ad apparire su un giornale di moda americano scattata da Richard Avedon (Harper’s Bazaar); la pittrice Helen Frankenthaler; Lee Radziwill, nata Bouvier, una dei “cigni” di Truman Capote; la pioniera dell’aviazione francese Jacqueline Auriol; l’imprenditrice della bellezza Helena Rubinstein.

E che le sue fossero “interpretazioni” più che semplici ritratti, è visibile nell’opera dedicata a Mrs Exeter, firma di una popolare rubrica su Vogue negli Anni 40, che dispensava consigli di vita e di lifestyle, e personalità totalmente inventata per rassomigliare a una raffinata donna sui sessanta: Bouché la ritrae vestendola in un completo da cocktail da sera in taffetà di rayon rigido, blu a pois di ciniglia, con colletto morbido e vita sagomata di Ed Gerrick, indossato con un cappello di velluto tempestato di jet di Mr John – un insieme definito da controllo, struttura e quieta autorità (che poi scomparirà dalle pagine del giornale negli Anni 60, per fare spazio alla rivoluzione giovanile).

L’esposizione, che riunisce le sue opere per la prima volta  dalla mostra finale di Bouché alla Alexander Iolas Gallery nel 1957, sarà visitabile sino al 7 giugno.

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