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22:46 mercoledì 7 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

The Idol: non la stiamo capendo o fa soltanto schifo?

I primi due episodi della serie più odiata dell'anno sono usciti poco prima delle nuove scioccanti rivelazioni sulla vita di Britney Spears, un dettaglio che rende tutto ancora più grottesco.

16 Giugno 2023

Il primo episodio inizia con lo shooting per la copertina del nuovo album della popstar Jocelyn. La location è la sua casa, lei indossa una vestaglia rossa e nera, sul tavolino ci sono psicofarmaci e una bottiglia di gin o vodka o roba simile, lei ha un polso bendato tipo vergine suicida. Lui le chiede di fare alcune espressioni tra cui “ridere”, “doe eyes” (quelli del trend di TikTok) o “puro sesso”. Quando le dice di fare “vulnerabile”, dai suoi occhi escono immediatamente delle lacrime. Il team della cantante osserva lo shooting da una certa distanza (sia fisica che emotiva) a un certo punto uno di loro, giovane e carino, condivide la sua perplessità con una collega della vecchia guardia, capelli grigi perfettamente in piega. Si chiede, lui, se non sia di cattivo gusto “sessualizzare la malattia mentale” visto che lei, la popstar, sta davvero cercando di tornare in pista dopo una pausa dovuta a un breakdown causato dalla morte della madre. La signora gli risponde (cito riformulando con quel che ricordo, non ho la forza di andare a riguardare) che è un bigotto e che dovrebbe imparare a godersi il lato “sesso, droga & rock n roll” della vita, e che sì, la malattia mentale è sexy. No che non lo è, dice lui. Sì che lo è, dice lei, e spiega che se tu sei uno sfigato qualunque una come Jocelyn non ti si cagherà mai e tanto meno farà sesso con te, a meno che non soffra di una grave malattia mentale: in questo senso, la malattia mentale è sexy. Penso che questo scambio di battute sia la chiave di lettura a cui dovremmo appigliarci quando con sgomento vediamo Jocelyn abbandonarsi immediatamente tra le braccia del viscido e per nulla carismatico Tedros, orribilmente interpretato da un incapacissimo The Weeknd (quanto ti amavo, Abel Tesfaye, che delusione, che dolore). La facilità con cui si lascia intortare da ‘sto sfigato ha tutta l’aria di un pattern: se la storia di Jocelyn ricorda quella di Britney Spears (il riferimento arriva immediatamente durante un dialogo tra la giornalista interpretata da Hari Nef e uno del team) non è solo perché è una lolita bionda e sessualizzata e interrotta, ma anche perché ha la tendenza ad accoppiarsi con uomini che sicuramente non sono alla sua altezza.

Le prime due puntate (disponibili su Sky e Now) hanno fatto schifo quasi a tutti. La stampa si è scatenata nelle stroncature più artistiche, tra chi sul Guardian ha parlato di “torture porn” citando A Serbian Film e The Human Centipede (mah), chi su British Gq ha detto che questa serie ci ha appena regalato la scena di sesso più brutta della storia (concordo) e tutti quelli, tanti, che hanno sottolineato che The Weeknd, a recitare, è proprio un cane. Sam Levinson ormai è la rappresentazione sulla terra di Satana: dopo averci illuso con Euphoria, che pure aveva le sue cringiatine e i suoi passi falsi (vi ricordate come finiva la relazione di Kat Hernandez/Barbie Ferreira?), ma pullulava di personaggi riuscitissimi, ship da sogno (sto ovviamente parlando di Lexi e Fez), e raccontava molto molto bene la dipendenza dalle sostanze, The Idol è la versione sbagliata e troppo lunga del Cigno nero di Darren Aronofsky, che pure non è che fosse ‘sto gran film, ma almeno non era noioso, quello no. Qui mentre lui le dice «voglio afferrarti il culo e soffocarti col mio cazzo» (ma veramente? Come hanno scritto su Gq: ma tra chi ha lavorato a questa serie c’è qualcuno che nella sua vita ha fatto sesso?) tu provi imbarazzo, certo, ma allo stesso tempo, anche, ti annoi (due emozioni che non pensavo potessero convivere: il cringe e la noia). Non è neanche difficile immaginare come andrà: tutti fregheranno Jocelyn, compresa la sua presunta amica Dyanne, Jenny delle Blackpink.

Ma la cosa più triste, quella che aggiunge un tocco grottesco a un prodotto già grottesco di suo, è che proprio in questi giorni sul Daily Mail è uscito uno “scoop” che riguarda gli ultimi sviluppi della vita di Britney Spears. Sono informazioni preoccupanti, tra cui dipendenza dalla metanfetamina, lunghi viaggi in macchina da sola (che sarebbe molto poetico, se non fosse pericoloso guidare sotto l’effetto di sostanze), shopping compulsivo (si parla di buste Shein disseminate per tutta la sua proprietà) e il giardino pieno di merda di cane. Quando parlano di Britney, nella serie, dicono: Jocelyn non sarà come lei, lei ce la farà, ed è come se parlassero di una donna che non esiste più, data per spacciata, la sua storia già scritta. La realtà si mescola alla finzione, ma la finzione non funziona, e quando la finzione non funziona invece di generare empatia, ottiene l’effetto contrario. La malattia mentale di Britney non è sessualizzabile: quando Britney si rasa a zero e spacca le auto dei paparazzi diventa un’icona e poi un meme, ma smette di essere sexy per lo sguardo degli uomini etero. E non tornerà a esserlo mai più.

La malattia mentale è grottesca e triste. È un virus da cui tutti stanno cercano di proteggersi come possono, attrae soltanto le aspiranti Marilyn (come scriveva qui Laura Fontana): nella vita reale, nello star system, su TikTok. La legge non scritta è che sì, puoi essere pazza e vulnerabile, certo, ma a una fondamentale condizione: devi continuare a essere bella. Lo sguardo di The Idol sembra confuso sul da farsi: il meraviglioso corpo di Jocelyn viene strattonato e sballottato in continuazione, come quello della Marilyn di Ana de Armas in Blonde, ma le intenzioni non sono chiare. Nella scena aronofskiana del video musicale, miracolosamente riuscita, lei va totalmente il tilt, i suoi piedi sanguinano, riesce quasi a farci compassione. Soffre (piange addirittura) mentre guarda Jenny ballare e soffre quando una tipa random che si ritrova in casa all’improvviso attacca a suonare il piano e cantare da Dio (una canzone molto bella, “Family”, che apre l’album – bello, tocca ammetterlo –  della colonna sonora). Ma quando la sua foto con lo sperma in faccia diventa virale non si scompone, sembra lobotomizzata. Anche Britney nei suoi video sembra lobotomizzata. Anche io mentre guardo la serie mi sento lobotomizzata. Ma non mi sento lobotomizzata mentre leggo l’articolo che parla di Britney Spears, perché quei dettagli (i lunghi giri in macchina, le enormi buste Shein, il giardino pieno di merda di cane) sanno di realtà (eppure non sappiamo se sono davvero veri). Le scene di The Idol non sanno di realtà. È un effetto voluto, come a sottolineare la nostra distanza e la nostra indifferenza dalla vita degli idoli, o è un errore di comunicazione? Gli episodi in totale sono cinque, ne mancano tre. Ieri è stato annunciato che non ci sarà una seconda stagione. È ancora troppo presto per capire se questa serie sia davvero orrenda, chissà, forse siamo noi che non la stiamo capendo, quel che è certo è che continueremo a guardarla.

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