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23:42 giovedì 23 aprile 2026
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Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".

Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese

Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.

09 Gennaio 2026

«Ovviamente, ci sono giunte notizie che riferiscono che il regime è molto preoccupato e sta provando, ancora una volta, a spegnere internet. Sappiate che le nostre comunicazioni non si fermeranno. Continueranno, attraverso le centinaia di migliaia di dispositivi Starlink presenti nel Paese o attraverso le reti televisive Iran International e Manoto. Ma se il regime commette un errore così grave come spegnere internet, sarà un’altra prova della necessità di essere presenti e di scendere in piazza. In questo modo pianterete l’ultimo chiodo nella bara del regime. Vincerete. Lunga vita all’Iran».

Con questo messaggio, pubblicato su Instagram e visualizzato milioni di volte in nemmeno 24 ore, Mohammad Reza Pahlavi ha anticipato quello che poi è effettivamente successo: in Iran internet è stata spenta tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, come dimostrano diversi grafici pubblicati in queste ore, tra gli altri, anche da Cloudflare Radar, servizio che traccia i più importanti movimenti di traffico in tutta internet. Come si vede chiaramente da questi grafici, al momento l’attività su internet in Iran è azzerata. Non in senso figurato, qui la parola azzerata non sta per “fortemente diminuita”: sta per letteralmente azzerata. Su internet in Iran in questo momento non c’è nessuno, non perché siano tutti impegnati con altro ma perché il regime sta intenzionalmente impedendo l’accesso alla rete, nella speranza che la difficoltà nelle comunicazioni si traduca in difficoltà nell’organizzazione delle proteste. Al momento, dalle informazioni – non tantissime e non tutte verificabili – questo stratagemma non sta funzionando. Le proteste non solo stanno continuando ma si fanno sempre più partecipate, le persone sembrano sempre più esasperate. In queste ore, in un video che Reuters ha confermato essere vero, si vedono dei manifestanti, in una città del nord del Paese, che tirano giù dal pennone la bandiera della Repubblica islamica, procedendo poi a strapparla a metà.

All’intensificarsi delle proteste sta seguendo un intensificarsi della repressione. Come si legge su Bbc, l’organizzazione con base in Norvegia Iran Human Rights riferisce di almeno 45 persone uccise dalla polizia durante le manifestazioni, tra cui otto bambini. Bbc Persia è invece riuscita a confermare l’identità di 22 persone uccise. Il governo iraniano, invece, ha confermato soltanto la morte di 6 membri delle forze dell’ordine.

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