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Alberto Trentini è stato liberato dopo 423 giorni di prigionia e senza che nessuna accusa contro di lui sia mai stata formalizzata

L'annuncio lo ha dato il ministro degli Esteri Tajani, che ha detto che presto Trentini potrà finalmente rientrare in Italia.

12 Gennaio 2026

La notizia della liberazione di Alberto Trentini l’ha data il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con un post pubblicato sui suoi profili social intorno alle 5 del mattino di lunedì 12 gennaio: «Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas.Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona.Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto», queste le parole del ministro. Assieme a Trentini, prigioniero del carcere di El Rodeo I dal novembre 2024 senza che nei suoi confronti la magistratura venezuelana avesse mai formulato alcuna accusa, è stato liberato anche l’imprenditore torinese Mario Burlò, anche lui incarcerato dal 2024.

La famiglia di Trentini ha pubblicato un breve comunicato subito dopo la diffusione della notizia della liberazione: «Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione». L’avvocata della famiglia Trentini, Alessandra Ballerini, ha chiesto ora di rispettarne la privacy, in attesa del rientro in Italia di Alberto. Nelle scorse settimane, infatti, i media avevano raccontato la frustrazione della famiglia e in particolar modo della madre di Trentini, Armanda Colusso, che in occasione dell’anniversario dell’incarcerazione del figlio, lo scorso 15 novembre, aveva detto che «fino ad agosto il nostro governo non aveva avuto alcun contatto col governo venezuelano. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio. Sono qui dopo 365 giorni a esprimere indignazione. Per Alberto non si è fatto ciò che era doveroso fare. Sono stata troppo paziente ed educata ma ora la pazienza è finita». Mercoledì 7 gennaio, dopo il sequestro di Maduro e l’insediamento del nuovo governo venezuelano presieduto da Dalcy Rodriguez, la famiglia Trentini aveva fatto sapere di star vivendo momenti di «angoscia e speranza» e chiedeva a tutti di «rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione».

Tajani ha spiegato a Sky Tg 24 di aver avuto conferma dell’imminente liberazione di Trentini nella sera di domenica 11, da parte del ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil, che era stato anche il primo membro del governo Maduro a parlare per la prima volta di Trentini, nello scorso settembre. Della prigionia di Alberto Trentini, il fatto più assurdo resta proprio questo: che per mesi non si è saputo nulla di lui. Arrivato a Caracas il 17 ottobre del 2024 per lavorare con la Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza di persone disabili, era stato arrestato il 15 novembre dello stesso anno dopo essere stato fermato a un posto di blocco. Viaggiava verso la città di Guasdualito, le autorità venezuelane non hanno mai riferito per quale ragione lo avessero arrestato né per quale motivo avessero deciso di rinchiuderlo in un carcere di massima sicurezza. Per due mesi il regime venezuelano non ha fornito nessuna informazione sulle condizioni di Trentini. Ci sono voluti 181 giorni di attesa prima che potesse fare una telefonata alla famiglia per informarli di quanto accaduto.

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