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01:29 lunedì 8 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga

Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.

09 Gennaio 2026

Quando un’opera viene gettata via e poi recuperata, chi può esserne definito il legittimo proprietario? Sembra essere questo il nodo della questione intorno allo “Zanardi equestre”, opera di Andrea Pazienza attualmente esposta al Maxxi dell’Aquila all’interno della mostra La matematica del segno, visitabile fino ad aprile 2026, che ripercorre il lavoro e il processo creativo dell’artista.

L’opera era stata commissionata nel 1985 dal Comune di Cesena per decorare i pannelli in legno che coprivano i lavori di restauro della fontana cinquecentesca del Masini in piazza del Popolo. Lo “Zanardi equestre” faceva parte di un progetto collettivo che coinvolse anche altri due fumettisti: Ugo Bertotti e Giorgio Carpinteri, le cui opere però non furono mai ritrovate. Alla fine dei lavori, i pannelli raffiguranti i dipinti degli artisti vennero smontati e abbandonati in una discarica. All’epoca dello smantellamento, un giovane di nome Riccardo Pieri lo recuperò, rimise assieme i pezzi e fece restaurare l’opera di Pazienza – anche se con alcune parti mancanti – custodendola per quasi 40 anni, prestandola gratuitamente in occasione di diverse mostre fra Torino, Bologna, Milano, Roma e oggi all’Aquila, permettendo il recupero di un dipinto che altrimenti sarebbe andato perduto.

L’indagine sulla vicenda, eseguita dai carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale, aveva portato all’ipotesi di un’appropriazione indebita da parte di Pieri, ma il caso era stato archiviato in quanto, se lui non avesse deciso di prendere quell’opera dalla discarica in cui era stata gettata, quest’ultima sarebbe andata distrutta. L’ex senatore dei Verdi e funzionario del Comune di Cesena al tempo dei fatti Sandro Turroni, tuttavia, aveva fatto successivamente ricorso sostenendo che l’opera fosse in realtà di proprietà del Comune di Cesena, poiché «è stata commissionata e pagata dal Comune e la distruzione da parte degli operai non ne cambia la proprietà».

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