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14:12 martedì 30 giugno 2026
Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
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Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.

Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga

Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.

09 Gennaio 2026

Quando un’opera viene gettata via e poi recuperata, chi può esserne definito il legittimo proprietario? Sembra essere questo il nodo della questione intorno allo “Zanardi equestre”, opera di Andrea Pazienza attualmente esposta al Maxxi dell’Aquila all’interno della mostra La matematica del segno, visitabile fino ad aprile 2026, che ripercorre il lavoro e il processo creativo dell’artista.

L’opera era stata commissionata nel 1985 dal Comune di Cesena per decorare i pannelli in legno che coprivano i lavori di restauro della fontana cinquecentesca del Masini in piazza del Popolo. Lo “Zanardi equestre” faceva parte di un progetto collettivo che coinvolse anche altri due fumettisti: Ugo Bertotti e Giorgio Carpinteri, le cui opere però non furono mai ritrovate. Alla fine dei lavori, i pannelli raffiguranti i dipinti degli artisti vennero smontati e abbandonati in una discarica. All’epoca dello smantellamento, un giovane di nome Riccardo Pieri lo recuperò, rimise assieme i pezzi e fece restaurare l’opera di Pazienza – anche se con alcune parti mancanti – custodendola per quasi 40 anni, prestandola gratuitamente in occasione di diverse mostre fra Torino, Bologna, Milano, Roma e oggi all’Aquila, permettendo il recupero di un dipinto che altrimenti sarebbe andato perduto.

L’indagine sulla vicenda, eseguita dai carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale, aveva portato all’ipotesi di un’appropriazione indebita da parte di Pieri, ma il caso era stato archiviato in quanto, se lui non avesse deciso di prendere quell’opera dalla discarica in cui era stata gettata, quest’ultima sarebbe andata distrutta. L’ex senatore dei Verdi e funzionario del Comune di Cesena al tempo dei fatti Sandro Turroni, tuttavia, aveva fatto successivamente ricorso sostenendo che l’opera fosse in realtà di proprietà del Comune di Cesena, poiché «è stata commissionata e pagata dal Comune e la distruzione da parte degli operai non ne cambia la proprietà».

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