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13:25 lunedì 5 ottobre 2026
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara

La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.

17 Marzo 2026

Mentre tutti si chiedevano quale sarebbe stato il prossimo capitolo professionale di John Galliano, fantasticando su maison che avrebbero potuto affidargli la direzione creativa, dopo il suo addio a Maison Margiela, avvenuto due anni fa, lo stilista di Gibilterra ha stupito tutti, annunciando una collaborazione con Zara.

«Galliano lavorerà direttamente su capi delle passate stagioni di Zara, decostruendoli e riconfigurandoli in nuove espressioni e creazioni stagionali. Guidate da un processo e da un’autorialità di tipo couture, le collezioni saranno lanciate stagionalmente nel corso della partnership a partire da settembre 2026. Ulteriori dettagli saranno annunciati a tempo debito» ha annunciato una nota ufficiale. L’accordo, a quanto è dato sapere oggi, avrà una durata di due anni ed è nato, secondo quanto condiviso da Vogue, dopo alcune conversazioni tra il designer e Marta Ortega, figlia del fondatore Amancio e oggi presidente del brand. «Ho incontrato Marta attraverso MOP (la Marta Ortega Perez Foundation, che dal 2022 allestisce mostre di moda a La Coruña, in Spagna, dove ha sede il brand, ndr ) e le meravigliose mostre che organizza, come quelle su Steven Meisel e Irving Penn. A quelle mostre, abbiamo iniziato a chiacchierare e divenire amici. Mi piace la sua apertura mentale»

Per quanto le speranze dei fan siano state in parte deluse, e sul web i commenti degli utenti siano critici rispetto alla collaborazione tra uno dei più grandi stilisti viventi e una multinazionale sinonimo del fast-fashion, questa nomina è la ciliegina sulla torta di un processo di riposizionamento che Zara ha iniziato più di sette anni fa, di cui avevamo già parlato qui, all’alba del Superbowl nel quale Bad Bunny si è esibito usando proprio un completo del brand.

Dopo aver prodotto negli ultimi anni diverse collezioni firmate da grandi designer, da Stefano Pilati a Pierpaolo Piccioli, il brand del gruppo Inditex ha così assoldato il designer sinonimo stesso del sogno della couture, la cui ultima collezione da Maison Margiela nel 2024, è sembrato una summa emotiva della sua carriera iniziata sul finire degli Anni 80. L’ultima volta nella quale è stato avvistato ad un défilé risale però a gennaio, quando è stato invitato alla  sfilata couture di Dior firmata da Jonathan Anderson, che il designer nord-irlandese ha allestito con soffitti e orecchini a forma di ciclamini, a ricordare il mazzo di fiori che Galliano gli ha fatto recapitare per congratularsi della sua nomina, lo stilista è rimasto nei suoi atelier parigini, a lavorare con il suo team sulla collezione.

«Creare moda attraverso una piattaforma così grande – ha affermato – è eccitante. E lavorare con quel tipo di risorse di cui dispongono lo è altrettanto»

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