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11:29 giovedì 14 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente

Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.

12 Maggio 2026

Città a corto d’acqua, ondate di calore che uccidono, sempre meno verde pubblico e sempre più cemento, rifugi climatici strapieni. Non è la sceneggiatura di un film ecoapocalittico ma la realtà di un mondo – proprio il nostro – che per decenni ha negato e ignorato i cambiamenti climatici. Ora dovremmo fare i conti con El Niño, un fenomeno climatico che porta a un sensibile aumento della temperatura di superficie nelle regioni centrali e orientali dell’Oceano Pacifico, aumento che porterà a un altro aumento, quello della temperatura media globale di circa 3 gradi Celsius, che porterà a siccità e inondazioni senza precedenti. Come riportato sul The Washington Post, gli scienziati hanno sviluppato modelli di calcolo che attestano al 70 per cento la probabilità che un nuovo El Niño si sviluppi entro giugno. Ci sarebbero già dei segnali inequivocabili, dei movimenti nell’ecosistema dell’Oceano Indiano che giustificano la massima preoccupazione per l’immediato futuro.

Stando alle ricerche in materia, la peggiore versione di El Niño l’umanità l’ha incontrata l’ultima volta tra il 1877 e il 1878. Durante quell’evento le inondazioni, le siccità e il caldo che ne seguirono non si presentarono semplicemente come eventi meteorologici, ma ebbero conseguenze sociali reali e durature che i sistemi politici in crisi in tutto il mondo – ostacolati anche dalle potenze coloniali europee – non furono in grado di affrontare. Le carestie causarono milioni di vittime in Paesi come India, Cina, Egitto e Brasile, seguite da epidemie devastanti e altri orrori catastrofici che colpirono in modo sproporzionato le popolazioni più povere del mondo. Questo El Niño da cui la comunità scientifica sta provando disperatamente a metterci in guardia potrebbe essere addirittura peggiore, secondo previsioni e modelli. Per il terzo mese consecutivo, infatti, diversi modelli climatici hanno dato lo stesso identico risultato: El Niño sta arrivando.

In ogni caso, è impossibile dire con esattezza come reagiranno i vari sistemi politici alla pressione di quella che potrebbe essere una delle crisi climatiche più gravi della storia umana. Per esempio: la Cina, avendo investito ingenti risorse nell’indipendenza alimentare ed energetica, potrebbe cavarsela meglio rispetto all’India, che si è dimostrata “notevolmente vulnerabile” alle scosse nella catena di approvvigionamento alimentare globale di fronte all’aumento delle temperature. Certo è che, in un mondo così geopoliticamente e culturalmente frammentato, anche l’idea di una risposta corale a un problema che sarà certamente di tutti, appare un miraggio lontano.

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