«È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute
Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
Cantare, dipingere, leggere, andare al cinema, scrivere o semplicemente passeggiare tra le sale di un museo per ammirare le opere esposte non è più solo un piacere intellettuale, ma un vero e proprio presidio medico consigliato. Secondo una ricerca dell’University College di Londra (UCL) pubblicato su Innovation in Aging e ripreso dal Guardian, l’interesse per l’arte e per la cultura ha un impatto diretto, verificabile e quantificabile sulla nostra salute, rallentando l’avanzamento dell’invecchiamento biologico. C’è da precisare che rallentare l’invecchiamento biologico non significa garantirsi la vita eterna un consumo culturale alla volta, ma semplicemente rimanere lucidi e abili più a lungo.
Lo studio si basa su analisi del sangue e sui dati estrapolati dalle risposte a un sondaggio a cui hanno partecipato 3556 adulti. Utilizzando i campioni di sangue è stata stimata l’età biologica delle persone e la velocità con cui stanno invecchiando, e i dati sono sorprendenti: chi si dedica all’arte e alla cultura almeno una volta alla settimana rallenta il proprio invecchiamento del 4 per cento, risultando in media un anno più giovane (sempre dal punto di vista biologico) rispetto a chi non lo fa. Per farsi un’idea più precisa: in media l’esercizio fisico settimanale riduce l’età biologica di sei mesi. L’impatto delle arti è addirittura così marcato da essere paragonabile al beneficio che si ottiene smettendo di fumare. E non si tratta solo di benessere percepito, ma di una risposta biochimica che riduce lo stress e i livelli di infiammazione, riducendo sensibilmente i rischi di patologie cardiovascolari.
Questa scoperta potrebbe trasformare musei, gallerie, biblioteche, cinema, teatri in veri e propri presidi sanitari di prossimità, validando scientificamente l’idea della cultura come tonico per il corpo oltre che per la mente. Soprattutto per chi ha superato i 40 anni, la stimolazione culturale agisce come uno scudo contro il logorio del tempo, offrendo una forma di rigenerazione che va oltre il semplice benessere psicologico. Se tanto è vero che ci troviamo in un’epoca dominata dalla frenesia, garantire un accesso diffuso alle arti non è più solo un arricchimento culturale, ma una strategia necessaria per promuovere la longevità e la salute collettiva.
«È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.