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02:52 martedì 30 giugno 2026
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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.

Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute

Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.

13 Maggio 2026

Cantare, dipingere, leggere, andare al cinema, scrivere o semplicemente passeggiare tra le sale di un museo per ammirare le opere esposte non è più solo un piacere intellettuale, ma un vero e proprio presidio medico consigliato. Secondo una ricerca dell’University College di Londra (UCL) pubblicato su Innovation in Aging e ripreso dal Guardian, l’interesse per l’arte e per la cultura ha un impatto diretto, verificabile e quantificabile sulla nostra salute, rallentando l’avanzamento dell’invecchiamento biologico. C’è da precisare che rallentare l’invecchiamento biologico non significa garantirsi la vita eterna un consumo culturale alla volta, ma semplicemente rimanere lucidi e abili più a lungo.

Lo studio si basa su analisi del sangue e sui dati estrapolati dalle risposte a un sondaggio a cui hanno partecipato 3556 adulti. Utilizzando i campioni di sangue è stata stimata l’età biologica delle persone e la velocità con cui stanno invecchiando, e i dati sono sorprendenti: chi si dedica all’arte e alla cultura almeno una volta alla settimana rallenta il proprio invecchiamento del 4 per cento, risultando in media un anno più giovane (sempre dal punto di vista biologico) rispetto a chi non lo fa. Per farsi un’idea più precisa: in media l’esercizio fisico settimanale riduce l’età biologica di sei mesi. L’impatto delle arti è addirittura così marcato da essere paragonabile al beneficio che si ottiene smettendo di fumare. E non si tratta solo di benessere percepito, ma di una risposta biochimica che riduce lo stress e i livelli di infiammazione, riducendo sensibilmente i rischi di patologie cardiovascolari.

Questa scoperta potrebbe trasformare musei, gallerie, biblioteche, cinema, teatri in veri e propri presidi sanitari di prossimità, validando scientificamente l’idea della cultura come tonico per il corpo oltre che per la mente. Soprattutto per chi ha superato i 40 anni, la stimolazione culturale agisce come uno scudo contro il logorio del tempo, offrendo una forma di rigenerazione che va oltre il semplice benessere psicologico. Se tanto è vero che ci troviamo in un’epoca dominata dalla frenesia, garantire un accesso diffuso alle arti non è più solo un arricchimento culturale, ma una strategia necessaria per promuovere la longevità e la salute collettiva.

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