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23:30 venerdì 6 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Una notte di pattuglia

Seconda puntata del nostro diario da embedded, lungo il confine tra Libano e Israele

26 Aprile 2012

BASE AVANZATA 1-31 (Libano del Sud) –

I ragazzi sono pronti per la pattuglia notturna. Stanotte l’assetto è eccezionale. Oltre ai due Lince, con a bordo sei uomini in tutto, sono stati aggiunti due VM Torpedo, chiamati semplicemente “Protetti”, mezzi blindati scelti stanotte per trasportare i giornalisti. Tra i soldati si avverte una certa tensione. Sono tutti concentrati.
La missione Unifil prevede un’accurata perlustrazione in ogni distretto del Libano meridionale, anche (e soprattutto) di notte. Perché è soprattutto sotto questo spettacolare manto di stelle, traffici di armi, spostamenti di milizie e sconfinamenti.

«Partiremo da Shama e ci sposteremo verso ovest, per seguire la costa fino alla Blue line», ci racconta il capo assetto. «Da qui rientreremo verso il nord, attraversando i villaggi di al-Mansuri e Majda Zun. Punteremo verso Wadi an Nalkhah e infine torneremo alla base». Tempo stimato: tre ore circa. Con la mano il capo indica i punti che la pattuglia toccherà sulla cartina. «Ci sono domande?» No, si parte.

Il caldo del giorni precedenti si è attenuato. E nella notte, oltre alla temperatura più bassa, c’è da contrastare la forte umidità. Il giubbotto antiproiettile non tiene caldo. Siamo tutti infreddoliti.

Ci si muove. Ordine di servizio: osservazione e ascolto dell’area indicata. Ai militari spetta il monitoraggio di eventuali spostamenti in Libano, così come oltre la Blue line. Anche l’esercito israeliano è suscettibile di violare la risoluzione Onu numero 1701. In ogni caso, Unifil deve riferire all’esercito libanese, il quale (in teoria) dovrebbe attivarsi in maniera concreta. «Siamo come un notaio che non può assolutamente intervenire sull’atto, ma solo certificarlo», piegano al comando generale Unifil. Poi, se è necessario adottare provvedimenti, la palla passa ad altri.

Nel “Protetto” c’è puzza di gasolio, poca luce e il fragore del motore. Un contesto usuale per chi scrive dal teatro operativo. Le scomodità vengono compensate dalla condivisione di essere, soldati e giornalisti, sullo stesso mezzo. Basta uno sguardo del bersagliere che mi è a fianco: «Benvenuto nel mio ufficio». Replico con un sorriso.

Dalla base di Shama alla postazione 1-31, ci sono circa dieci chilometri. Li percorriamo in mezz’ora. Una volta arrivati alla base avanzata si scende a terra. I venti uomini della postazione accolgono colleghi e giornalisti come in Italia si accoglierebbero dei parenti arrivati da lontano. Dopo due mesi di quasi isolamento, fa piacere vedere facce nuove. Un giro della struttura, la presentazione dei vari incarichi, infine l’osservazione di Israele. Dall’alto di una torretta di guardia si butta l’occhio al di là della Linea blu. Il silenzio è totale. Le stelle non si fanno scrupolo di illuminare l’uno o l’altro Paese. alle nostre spalle, la terra del Libano appare brulla, incontaminata. Al di là del confine, migliaia di luci. Villaggi israeliani apparentemente assopiti, ma con la mente sempre vigile per anticipare o reagire a eventuali azioni del nemico. Osservando bene la costa, si può arrivare fino ad Haifa. In linea d’aria, tra qui e Gerusalemme ci sono quasi 150 chilometri. Meno che da Genova alla Corsica.

Quel che la macchina fotografica non può inquadrare nel buio – in pattuglia i flash sono logicamente vietati – lo mette a fuoco il cervello. Non servono i visori notturni per capire in che mondo ci troviamo. Dall’alto di Wadi an Nalkhah, la gola scavata nei secoli da un fiumiciattolo appare plumbea. Laggiù in fondo può succedere di tutto. Può essere che stanotte, oppure domani, venga montata una rampa per il lancio di un razzo, come che transitino armi. Da Israele, a quel punto, si alzerebbe il grido: «Allarme Hezbollah!». Anche se non è detto che si tratti dei miliziani sciiti del “Partito di Dio”. Anzi, gli sciiti di Hezbollah da un po’ sono più propensi a darsi alla politica nella capitale, invece che all’azione. Fatto sta che, da quel Wadi, si scatenerebbe un nuovo inferno su tutto il Libano. «Siamo qui per evitare il peggio», mi dice, mormordando, l’ufficiale bersagliere. La luce è poca. Abbastanza però per far emergere il suo Casco blu piumato. Sempre nella penombra lo intravvedo che sorride.

Per il resto, silenzio. Si torna a Shama. Nulla da segnalare.

Potete rileggere qui la prima puntata «Mica vado in guerra»

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