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13:23 sabato 6 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Tra Italia, Spagna e Portogallo si è tenuta una delle più grandi proteste del movimento contro l’overtourism

Armati di pistole ad acqua, trolley e santini, i manifestanti sono scesi in piazza per tutto il fine settimana appena trascorso.

16 Giugno 2025

Nelle scorse ore nel cuore di Barcellona i turisti che uscivano dai negozi dei grandi brand del lusso sono stati presi di mira da manifestanti armati di pistole ad acqua. A Genova i manifestanti hanno organizzato una rumorosa marcia delle valigie con le rotelle sull’acciottolato per protestare con l’impatto – anche acustico – dell’ondata di turisti che ogni primavera ed estate invade il capoluogo e le spiagge regionali. A Lisbona i residenti hanno portato un effige del santo patrono della città, Sant’Antonio da Padova, sul terreno sul quale si costruirà l’ennesimo hotel a cinque stelle della città.

Sono solo tre delle iniziative viste nelle piazze europee questo fine settimana, parte di una protesta tenutasi in tutto il Vecchio continente contro l’overtourism. La piazza più affollata è stata quella di Barcellona: la città catalana infatti è già da qualche anno la capitale di questo movimento “no turisti” che intercetta il malcontento delle popolazioni locali. Come ha spiegato una manifestante al New York Times: «La percezione generale è che queste persone [i turisti, ndr] abbiano molti più soldi di noi – vengono qui per fare festa, per affittare posti che noi non possiamo permetterci con i nostri stipendi. Il problema è il modello turistico stesso: si basa tutto sul servire da bere, sull’immobiliare e sull’industria alberghiera».

Il problema, oramai, è notissimo. Le richieste di chi manifesta sono sempre le stesse, cioè mettere un limite ai flussi turistici e limitare le conseguenze negative che questa industria ha sulla vita dei residenti. Finora, le soluzioni adottate dalle amministrazioni locali sono state diverse: c’è il “modello” Venezia, che ha introdotto e confermato il ticket per accedere alla città in giorni particolarmente affollati; c’è quello Barcellona, che dal 2029 metterà fine agli affitti brevi (o, almeno, così dice l’amministrazione comunale, così si spera); c’è anche quello Copenaghen, dove hanno deciso un approccio diverso, offrendo ai turisti che si comportano bene vari premi tra cui birra gratis; e la lista degli esempi potrebbe andare avanti a lungo e toccherà tutti i continenti. Finora, però, niente sembra aver funzionato davvero: l’industria del turismo non fa che crescere, i problemi a essa legati continuano ad aggravarsi.

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La decisione più forte, finora, nella guerra agli affitti brevi in tutto il mondo.