Cose che succedono | Attualità

Tina Brown dice che The Crown è così bello che dà dipendenza

Dal 4 novembre è disponibile su Netflix una nuova serie originale: The Crown, che racconta la storia della regina d’Inghilterra Elisabetta II. Lo sceneggiatore è Peter Morgan, lo stesso del film The Queen (che di fatto parlava più che altro di Blair, a ridosso della morte di Lady Diana); il regista invece è Stephen Daldry, noto soprattutto per Billy Elliot e The Hours. La prima stagione, che consiste di 10 episodi, si concentra sui primi anni della vita adulta di Elisabetta, a partire dal suo matrimonio con Filippo, passando dalla morte del padre e l’incoronazione, avvenuta quando aveva appena 25 anni, e il rapporto con Churchill e la sorella minore Margaret. Sono già state annunciate altre due stagioni, che stando a quanto riportato dal Guardian dovrebbero arrivare fino all’inizio degli anni Ottanta, quando il principe Carlo ha sposato Diana.

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as "Google Youtube" uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.

All’indomani del lancio della prima stagione, che è costata più di 100 milioni di dollari, superando Marco Polo e The Get Down come serie più dispendiose di Netflix, le recensioni sono state molto positive. Particolarmente entusiasta è stata la reazione di Tina Brown sul New York Times, che ha definito la «compulsively watchable», cioè godibile al punto di dare dipendenza. Paragonando The Crown a Downton Abbey, la fortunata serie anglo-americana su una famiglia nobile inglese agli inizi del Novecento, Brown loda il creatore per avere «ottenuto un risultato insolito già nei primi due episodi», ovvero il «raccontare la storia di Elisabetta II attraverso il prisma del suo essere impreparata».

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as "Google Youtube" uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.

La giornalista loda inoltre la performance della protagonista, la trentaduenne Claire Foy, definendola «meravigliosamente quotidiana». Di Matt Smith, che interpreta il ruolo del principe Filippo, invece scrive: «Ha la giusta combinazione d’impazienza corrucciata e di quell’orgoglio maschile minaccioso che bene si addice a un marito la cui devozione si alterna al potere, incosciente, di causare dolore». Brown conclude augurandosi che, al di là delle due prossime stagioni già confermate,la serie prosegua fino al 2020.