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20:43 lunedì 13 luglio 2026
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

Timothée Chalamet ha detto che vedere i Knicks che vincono il titolo NBA è molto meglio che vincere l’Oscar

«Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», ha detto, festeggiando il titolo NBA vinto dai Knicks, 53 anni dopo il precedente.

15 Giugno 2026

Timothée Chalamet ha deciso di farsi odiare ora e per sempre dall’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences? La risposta è probabilmente sì, perché di tutte le cose che poteva dire per festeggiare la vittoria dei suoi amatissimi New York Knicks, Chalamet ha detto proprio quella cosa: «Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», lo si sente dire in un video pubblicato da Espn. L’affermazione non ha ricevuto la pessima accoglienza che avevano ricevuto le sue frasi su balletto e opera, ma sono comunque stati in tanti a chiedersi perché. Perché stuzzicare ancora una volta l’Academy, che già ha dimostrato di non apprezzare queste uscite alla Marty Mauser, lo sbruffonissimo protagonista di Marty Supreme, personaggio che sembra essere rimasto attaccato addosso a Chalamet, averlo trasformato e anche un po’ incattivito.

Però, concediamogli anche il beneficio del dubbio. La vittoria dei Knicks, 53 anni dopo l’ultima volta, ha travolto tutta la città di New York: i festeggiamenti sono andati avanti tutta la notte e anche un po’ al mattino, le strade erano bloccate, i cori sono andati avanti senza sosta, i fuochi d’artificio sembravano non finire mai. Ci sta che in mezzo a una festa del genere, a un momento così atteso, i freni inibitori smettano di funzionare. Figuriamoci per uno come Chalamet, che già ha dimostrato di non averne di funzionantissimi, di freni inibitori. Magari c’entra anche tutto lo champagne che ha bevuto negli spogliatoi assieme ai giocatori. A un certo punto, una bottiglia gli è stata stappata praticamente in faccia, lo champagne gli è finito dritto nell’occhio e attorno a lui le persone si sono anche preoccupate per un attimo (è vero che le facce degli attori sono spesso assicurate, ma siamo sicuri ci sia una polizza che copre una fattispecie del genere? Immaginate il risarcimento da pagare per aver rovinato il volto di uno degli attori più famosi del mondo). «Tutto bene?», gli hanno chiesto. «Non sono un atleta. Di solito queste cose se le becca il stunt man», ha risposto scherzoso Chalamet.

È forse questo il momento più felice della vita di Chalamet? La risposta è probabilmente sì, nemmeno nella sua leggendaria campagna autopromozionale per Marty Supreme lo si è visto così coinvolto. Sempre a bordo campo, sempre a urlare, a battere le mani, a imprecare e a esultare, è stato senza dubbio la celebrity – e di celebrity se ne sono viste a bizzeffe al Madison Square Garden in queste Finals, soprattutto quando si è capito che i Knicks avrebbero probabilmente vinto e la photo op diventava irrinunciabile – che più energia positiva ha indirizzato verso il campo. Certo, con tutta l’energia positiva che ha donato ai Knicks, è probabile che non gliene sia rimasta alcuna per se stesso, per la prossima campagna autopromozionale, per riprovare a vincere l’Oscar. Anche se, dopo quest’ennesima uscita, difficile che l’Academy si lasci convincere.

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