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11:15 venerdì 2 ottobre 2026
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.
Qualcuno ha modificato le pagine di diversi film su IMDb in modo che risultassero distribuiti nei Territori Palestinesi Occupati invece che in Israele I distributori dicono di non saperne niente, IMDb dice di non saperne niente. Nel frattempo, però, le modifiche sono state tutte già cancellate.
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Dei coloni israeliani hanno bloccato l’esercito israeliano mentre stava facendo rientrare in casa una famiglia palestinese eseguendo l’ordine di un tribunale israeliano Nella stessa notte i coloni hanno bruciato anche altre case palestinesi e ferito tre agenti della polizia di frontiera israeliana.
C’è una sacrosanta polemica attorno allo sgombero di una via di Milano usata come rifugio dai senza tetto per far posto a una sfilata della Fashion Week The Attico ha chiuso e rimbiancato il tunnel di via Sammartini per la sua sfilata, privando di un rifugio le persone senzatetto e causando notevoli disagi ai residenti.
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.
L’ultima iniziativa di Mamdani è regalare 70 mila biglietti per l’opera ai newyorkesi che non si sono mai potuti permettere di andarci L'iniziativa si chiama Opera for All: i biglietti saranno distribuiti via lotteria, 10 mila al mese per tutta la stagione del Metropolitan Opera.
Dopo quasi trent’anni uscirà un nuovo romanzo di Donald Antrim, il più tragico, spassoso, originale, misterioso e fenomenale degli scrittori americani Arriverà il 12 gennaio 2027 negli Usa, si intitolerà My Eliot ed è già considerato il romanzo più antrimiano di tutti.

Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI

È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.

16 Giugno 2026

Robert dos Santos, per la sua opera prima This is How the World Ends, ha scelto come unico canale di distribuzione l’home video. E che c’è di strano, direte voi, è pieno di registi che oggigiorno fanno un film direct to streaming. Ma dos Santos ha fatto una scelta abbastanza diversa, piuttosto radicale: direct to video, d’accordo, ma niente internet, solo analogico (si vede che lui è uno di quelli che al ritorno all’analogico ci crede davvero). In particolare, solo videocassette. «Un film fatto da umani per gli umani. È cinema che puoi toccare, ci puoi soffiare sopra per togliere la polvere. Soprattutto, lo puoi possedere», ha spiegato il regista. Secondo gli storici dell’industria cinematografica, si tratta del primo film in 22 anni che viene distribuito direttamente ed esclusivamente in VHS. 

Dos Santos è un ex avvocato che ha lasciato il foro dopo essere sopravvissuto a diverse rapine a mano armata (ragazzo sfortunato, evidentemente, o forse aveva l’ufficio non proprio nella migliore zona della città). «Ho capito che siccome prima o poi mi sarebbe toccato morire, tanto valeva nel frattempo fare un lavoro che rispecchiasse chi sono davvero». E così ha scelto di stampare su un nastro magnetico la sua avventura sci-fi girata nel deserto durante l’AfrikaBurn, uno spin off locale del Burning Man che si tiene ogni anno nella riserva del Tankwa Karoo, in Sudafrica. 

Il fruscio magnetico della testina, le righe bianche del tracking che disturbano lo schermo, il rischio concreto che il nastro si inceppi o si rovini se il film viene guardato e riguardato troppe volte. Incidenti di percorso che lo streaming ha cancellato ma che per dos Santos rappresentano l’essenza stessa dell’opera d’arte cinematografica, un oggetto vivo, che invecchia insieme a chi lo possiede. Del resto, con gli ordini del suo film in VHS che hanno già superato la quota mille, con richieste arrivate da tutto il mondo, il regista sta dimostrando di aver avuto ragione. La sua trovata ha portato al film un’attenzione che difficilmente avrebbe ottenuto se Dos Santos avesse fatto delle scelte distributive più tradizionali, tanto che sia che AMC che Neon, due dei più importanti distributori statunitensi, si sono detti interessati a portare nelle sale This is How the World Ends. L’obiettivo di dos Santos, in fondo, è sempre stato questo: fare il percorso inverso rispetto a quello che oggi i film devono imboccare, partire dall’home video per arrivare, grazie al passaparola della community, nelle sale cinematografiche. 

Questa decisione del regista si sposa bene con la trama del suo film, che racconta una guerra apocalittica tra l’umanità e uno Stato-Macchina guidato dall’AI. Una minaccia incombente che il regista avverte ogni giorno sempre più: «L’AI sta eliminando il processo faticoso, sporco e organico del raccontare storie. Mi dicono che oggi basta premere un bottone per generare un’intera sequenza, ma io mi rifiuto di accettare questa scorciatoia. Voglio che le persone tornino a invitare gli amici a casa, a passarsi di mano in mano una custodia di plastica, a guardare la propria libreria e a scegliere un film».

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