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In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
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L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Scrivere di esorcismi

Chiacchierata con Paolo Rodari, vaticanista, autore delle memorie dell'ultimo esorcista, padre Gabriele Amorth: da oggi esce in libreria.

02 Febbraio 2012

Paolo Rodari, classe 1973, fa il vaticanista da otto anni: dal 2009 è in quota al Foglio, prima ha scritto per Il Riformista e per il Sole 24 Ore, nel 2010 ha pubblicato insieme ad Andrea Tornielli il saggio Attacco a Ratzinger, uscito per i tipi di Piemme. Recentemente ha deciso di diversificare, provando la carriera del ghost writer. “Mi ero un po’ stufato di scrivere sempre le stesse cose da vaticanista,” racconta a Studio alla vigilia dell’uscita in libreria del suo secondo libro: L’Ultimo Esorcista, sempre edito da Piemme.

Che non è, per usare un tecnicismo dell’autore, “la classica cosa da vaticanista” (anticipazioni sono pubblicate da Panorama in edicola oggi, che ha dedicato al soggetto la storia di copertina). Si tratta dell’autobiografia di don Gabriele Amorth, sacerdote paolino nonché esorcista stakanoviano: si stima che abbia scacciato migliaia di demoni nell’arco di una trentina di anni. “Praticava fino 10-12 esorcismo al giorno, Natali e domeniche comprese,” racconta Rodari. Che per sei mesi ha incontrato, ogni settimana, l’anziano sacerdote nella residenza del suo ordine, dove si gode il meritato riposo. Rodari l’ha aiutato per scrivere le sue memorie di esorcista, che è scritta interamente in prima persona: “In pratica ho fatto il ghost writer, solo dichiarato.”

Come ti è venuta l’idea di scrivere un libro su Amorth?

Avevo voglia di scrivere un libro più narrativo rispetto al precedente. Così ho cercato un tema forte, fuori dai soliti argomenti che finora avevo affrontato come vaticanista. Conoscevo la storia di padre Amorth e così l’ho contattato. All’inizio ho avuto dei dubbi, ero molto spaventato, ma alla fine è stato lo stesso Amorth a tranquillizzarmi.

Come mai hai scelto di scrivere il libro in prima persona, come se lasciassi parlare l’esorcista?

È una formula che mi ha dato molta soddisfazione: mi ha permesso di plasmare un personaggio, di romanzare, ma senza mai mentire né scadere nella pura fiction: facevo le mie chiacchierate con Amorth, prendevo appunti, ma poi tornavo a casa e scrivevo di getto. Quando avevo una trentina di pagine pronte, le facevo rileggere all’interessato, che dava la sua approvazione: solo in rari casi Amorth mi ha chiesto di cambiare qualcosa.

In che senso scrivevi di getto senza riguardare gli appunti?

Gli appunti delle conversazioni con Amorth, così come la ricerca dei documenti, sono stati importanti. Ma la fase vera e propria di scrittura è avvenuta di getto: pur sforzandomi di mantenere uno stile sobrio, per una volta ho lasciato che fosse la storia a trascinarmi. Una novità per un vaticanista di professione come me, abituato a scrivere spesso in modo cerebrale, pensando alle implicazioni e alle conseguenze di ogni frase. Anziché castrarmi, ho provato a essere libero mentre scrivevo.

Invece il lato di ricerca come si è svolto?

Sono andato a ripescarmi la documentazione di alcuni esorcismi a cui Amorth aveva partecipato. Ho visto le sue interviste su YouTube, come quella a Lucignolo (recentemente Amorth è stato intervistato anche da Vice). Mi sono studiato i classici.

Ti sei rivisto l’Esorcista?

Certamente. Dal punto di vista della Chiesa Cattolica è un film assolutamente vero. Anche padre Amorth l’ha visto. Mi ha detto che gli è piaciuto moltissimo.

Il primo o il secondo?

Quello degli anni Settanta che finisce con il prete che muore. Non gli ho chiesto se ha visto il prequel.

È credibile che un prete ci rimetta le penne per un esorcismo?

È capitato, a Piacenza. Ma la stragrande maggioranza degli esorcismi sono eventi meno spettacolari rispetto a come vengono rappresentati nei film. Ma si tratta pur sempre di operazioni rischiose, fisicamente rischiose: è per questo che serve sempre l’autorizzazione del vescovo.

La Chiesa autorizza ancora gli esorcismi?

Certamente, l’esorcismo è un ministero come un altro. Lo stesso papa Wojtyla ne ha effettuati, mentre per Ratzinger abbiamo un solo episodio documentato, anche se pare si sia trattato di un caso di “esorcismo involontario”.

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