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Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Scrivere di esorcismi

Chiacchierata con Paolo Rodari, vaticanista, autore delle memorie dell'ultimo esorcista, padre Gabriele Amorth: da oggi esce in libreria.

02 Febbraio 2012

Paolo Rodari, classe 1973, fa il vaticanista da otto anni: dal 2009 è in quota al Foglio, prima ha scritto per Il Riformista e per il Sole 24 Ore, nel 2010 ha pubblicato insieme ad Andrea Tornielli il saggio Attacco a Ratzinger, uscito per i tipi di Piemme. Recentemente ha deciso di diversificare, provando la carriera del ghost writer. “Mi ero un po’ stufato di scrivere sempre le stesse cose da vaticanista,” racconta a Studio alla vigilia dell’uscita in libreria del suo secondo libro: L’Ultimo Esorcista, sempre edito da Piemme.

Che non è, per usare un tecnicismo dell’autore, “la classica cosa da vaticanista” (anticipazioni sono pubblicate da Panorama in edicola oggi, che ha dedicato al soggetto la storia di copertina). Si tratta dell’autobiografia di don Gabriele Amorth, sacerdote paolino nonché esorcista stakanoviano: si stima che abbia scacciato migliaia di demoni nell’arco di una trentina di anni. “Praticava fino 10-12 esorcismo al giorno, Natali e domeniche comprese,” racconta Rodari. Che per sei mesi ha incontrato, ogni settimana, l’anziano sacerdote nella residenza del suo ordine, dove si gode il meritato riposo. Rodari l’ha aiutato per scrivere le sue memorie di esorcista, che è scritta interamente in prima persona: “In pratica ho fatto il ghost writer, solo dichiarato.”

Come ti è venuta l’idea di scrivere un libro su Amorth?

Avevo voglia di scrivere un libro più narrativo rispetto al precedente. Così ho cercato un tema forte, fuori dai soliti argomenti che finora avevo affrontato come vaticanista. Conoscevo la storia di padre Amorth e così l’ho contattato. All’inizio ho avuto dei dubbi, ero molto spaventato, ma alla fine è stato lo stesso Amorth a tranquillizzarmi.

Come mai hai scelto di scrivere il libro in prima persona, come se lasciassi parlare l’esorcista?

È una formula che mi ha dato molta soddisfazione: mi ha permesso di plasmare un personaggio, di romanzare, ma senza mai mentire né scadere nella pura fiction: facevo le mie chiacchierate con Amorth, prendevo appunti, ma poi tornavo a casa e scrivevo di getto. Quando avevo una trentina di pagine pronte, le facevo rileggere all’interessato, che dava la sua approvazione: solo in rari casi Amorth mi ha chiesto di cambiare qualcosa.

In che senso scrivevi di getto senza riguardare gli appunti?

Gli appunti delle conversazioni con Amorth, così come la ricerca dei documenti, sono stati importanti. Ma la fase vera e propria di scrittura è avvenuta di getto: pur sforzandomi di mantenere uno stile sobrio, per una volta ho lasciato che fosse la storia a trascinarmi. Una novità per un vaticanista di professione come me, abituato a scrivere spesso in modo cerebrale, pensando alle implicazioni e alle conseguenze di ogni frase. Anziché castrarmi, ho provato a essere libero mentre scrivevo.

Invece il lato di ricerca come si è svolto?

Sono andato a ripescarmi la documentazione di alcuni esorcismi a cui Amorth aveva partecipato. Ho visto le sue interviste su YouTube, come quella a Lucignolo (recentemente Amorth è stato intervistato anche da Vice). Mi sono studiato i classici.

Ti sei rivisto l’Esorcista?

Certamente. Dal punto di vista della Chiesa Cattolica è un film assolutamente vero. Anche padre Amorth l’ha visto. Mi ha detto che gli è piaciuto moltissimo.

Il primo o il secondo?

Quello degli anni Settanta che finisce con il prete che muore. Non gli ho chiesto se ha visto il prequel.

È credibile che un prete ci rimetta le penne per un esorcismo?

È capitato, a Piacenza. Ma la stragrande maggioranza degli esorcismi sono eventi meno spettacolari rispetto a come vengono rappresentati nei film. Ma si tratta pur sempre di operazioni rischiose, fisicamente rischiose: è per questo che serve sempre l’autorizzazione del vescovo.

La Chiesa autorizza ancora gli esorcismi?

Certamente, l’esorcismo è un ministero come un altro. Lo stesso papa Wojtyla ne ha effettuati, mentre per Ratzinger abbiamo un solo episodio documentato, anche se pare si sia trattato di un caso di “esorcismo involontario”.

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