Libri per l'estate ↓
06:55 giovedì 30 luglio 2026
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".

Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan

Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.

27 Aprile 2026

Justin Vernon ha deciso di smettere i panni di Bon Iver per indossare quelli di qualcun altro. Il progetto, battezzato con un gioco di parole tremendamente efficace, si chiama Bon Dylan. Annunciato come il main event del prossimo festival Eaux Claires Music Festival 2026 (a Eau Claires, Wisconsin, a luglio), il set, come riporta Pitchfork, non sarà una semplice scaletta di cover, ma una vera e propria “suite concettuale”. Vernon stesso lo ha definito come un cosplay dedicato al Bob Dylan del 1994, uno spettacolo in cui cercherà di unire la sua sensibilità artistica con il peso mitologico del Menestrello di Duluth, in un’operazione che mescola devozione e performance art.

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La genesi di questa performance sta in una crisi d’identità. In un video Instagram di presentazione accompagnato dalle note di “Not Dark Yet” di Bob Dylan, Vernon ha confessato di non sentirsi più a proprio agio nell’immagine di Bon Iver, descrivendo un senso di scollamento tra la persona che sente di essere e la percezione che il mondo ha di lui. L’ispirazione è arrivata dopo aver assistito a un concerto di Dylan nella sua città (a cui ha detto di aver partecipato con una discreta comitiva: lui, il padre e 16 amici), un momento di rara armonia tra esseri umani che lo ha spinto a voler «essere Bob per una notte». È un tentativo di sparire dentro l’altro, una trovata artistica in cui l’identità di Vernon si dissolve per «trasformare Bon in Bob» e ritrovare, attraverso la maschera, la libertà creativa perduta.

Accompagnato dai collaboratori di una vita – da Sean Carey a Phil Cook – Vernon metterà in scena un evento unico e irripetibile, previsto per il 24 e 25 luglio nella sua città, Eau Claires, dove Vernon ha vissuto tutta la vita. Non ci saranno tour né repliche. Bon Dylan sarà una parentesi effimera, un esperimento esclusivo per il Wisconsin. Resta da capire se questo gioco di specchi con il repertorio dylaniano rappresenti solo un tributo o se sia il primo passo di una mutazione più profonda per uno degli artisti più influenti della sua generazione, ormai stanco di abitare il proprio stesso mito.

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