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15:59 mercoledì 17 giugno 2026
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i siti dopaminici, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».
Le maglie da calcio più desiderate di questi Mondiali costano soltanto 50 dollari, raccontano New York e sono un’idea di Mamdani Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.
Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.

Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi

Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

29 Aprile 2026

«Il confine tra intrattenimento e sequestro di persona è sottile»: è una delle battute più ricorrenti tra distributori, agenzie stampa e giornalisti che anche quest’anno saranno chiamati a un tour de force per affrontare i minutaggi dei 22 film in concorso al Festival di Cannes. La sezione principale della kermesse è infatti composta in gran parte da film che superano le due ore di durata. Uno standard temporale che sia nel cinema d’autore che in quello mainstream sembra aver ormai ampiamente sostituito i convenzionali novanta o cento minuti di durata, ormai appannaggio dell’animazione e dei registi squattrinati.

Come sottolineato anche dal direttore artistico della Mostra del cinema di Venezia Alberto Barbera, la durata media dei lungometraggi si sta alzando. I 130 minuti e più di montaggio finale sono la nuova normalità, ma c’è chi va oltre. Con ancora un paio di film senza un minutaggio ufficiale, Cannes avrà in corsa per la Palma d’oro ben otto film sopra le due ore e venti. Per ogni Pedro Almodóvar con i suoi contenuti 111 minuti di Amarga Navidad ci sono almeno un paio di Cristian Mungiu con i suoi 146 minuti di Fjord. E poi c’è il peso massimo di categoria, il giapponese Ryusuke Hamaguchi, noto per le durate elefantiache dei suoi film: quest’anno ha (per ora) il primato in concorso con All of a Sudden, una pellicola che dura ben 196 minuti, spingendosi dunque oltre le 3 ore e un quarto.

Ovviamente a fare la differenza è la qualità della pellicola, ma va da sé che un film brutto e lunghissimo è molto più dannoso di un titolo mediocre ma che ha almeno il dono della sintesi. Come sottolineato sia da Cannes che da Venezia, questo nuovo standard rende molto più difficile la pianificazione degli stessi festival, costringendo il pubblico, a parità di tempo, a vedere meno film. Le durate infinite di questi film tra l’altro remano contro le pellicole stesse e la loro visibilità: dato che i media e gli addetti ai lavori vengono “tenuti in ostaggio” dal concorso, avranno meno tempo per dare una chance ai titoli delle sezioni minori, meno attesi e più bisognosi di attenzione.

Film così lunghi poi pongono una sfida anche al circuito delle sale e agli esercenti: un film che supera le due ore e mezzo può venire programmato per non più di quattro o cinque spettacoli al giorno, mentre titoli più “agili” e vicini ai 90 minuti di durata possono contare su più repliche giornaliere e quindi raccogliere più spettatori.

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Giorni futuri, terza opera della scrittrice torinese, è una grande ma intima storia sul valore dell'amicizia e come mantenerla attraverso i decenni. Con un passo internazionale.