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09:31 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi

Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

29 Aprile 2026

«Il confine tra intrattenimento e sequestro di persona è sottile»: è una delle battute più ricorrenti tra distributori, agenzie stampa e giornalisti che anche quest’anno saranno chiamati a un tour de force per affrontare i minutaggi dei 22 film in concorso al Festival di Cannes. La sezione principale della kermesse è infatti composta in gran parte da film che superano le due ore di durata. Uno standard temporale che sia nel cinema d’autore che in quello mainstream sembra aver ormai ampiamente sostituito i convenzionali novanta o cento minuti di durata, ormai appannaggio dell’animazione e dei registi squattrinati.

Come sottolineato anche dal direttore artistico della Mostra del cinema di Venezia Alberto Barbera, la durata media dei lungometraggi si sta alzando. I 130 minuti e più di montaggio finale sono la nuova normalità, ma c’è chi va oltre. Con ancora un paio di film senza un minutaggio ufficiale, Cannes avrà in corsa per la Palma d’oro ben otto film sopra le due ore e venti. Per ogni Pedro Almodóvar con i suoi contenuti 111 minuti di Amarga Navidad ci sono almeno un paio di Cristian Mungiu con i suoi 146 minuti di Fjord. E poi c’è il peso massimo di categoria, il giapponese Ryusuke Hamaguchi, noto per le durate elefantiache dei suoi film: quest’anno ha (per ora) il primato in concorso con All of a Sudden, una pellicola che dura ben 196 minuti, spingendosi dunque oltre le 3 ore e un quarto.

Ovviamente a fare la differenza è la qualità della pellicola, ma va da sé che un film brutto e lunghissimo è molto più dannoso di un titolo mediocre ma che ha almeno il dono della sintesi. Come sottolineato sia da Cannes che da Venezia, questo nuovo standard rende molto più difficile la pianificazione degli stessi festival, costringendo il pubblico, a parità di tempo, a vedere meno film. Le durate infinite di questi film tra l’altro remano contro le pellicole stesse e la loro visibilità: dato che i media e gli addetti ai lavori vengono “tenuti in ostaggio” dal concorso, avranno meno tempo per dare una chance ai titoli delle sezioni minori, meno attesi e più bisognosi di attenzione.

Film così lunghi poi pongono una sfida anche al circuito delle sale e agli esercenti: un film che supera le due ore e mezzo può venire programmato per non più di quattro o cinque spettacoli al giorno, mentre titoli più “agili” e vicini ai 90 minuti di durata possono contare su più repliche giornaliere e quindi raccogliere più spettatori.

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Dracula non deve morire

Dal leggendario "plagio" di Murnau alla serie audio, prodotta da Audible, che verrà presentata durante la prossima Mostra del cinema di Venezia. Sono cento anni che adattiamo, trasformiamo, temiamo e amiamo il vampiro. E il suo fascino non fa che aumentare.