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00:24 martedì 14 luglio 2026
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

Sally Rooney si è schierata a difesa di Palestine Action, un’organizzazione non violenta accusata di terrorismo dal governo inglese

«Davanti a uno Stato che sostiene un genocidio, cosa dovrebbero fare le persone per bene?», ha scritto sul Guardian, condannando la decisione del governo inglese.

23 Giugno 2025

«Mi limito a dire che ammiro e sostengo Palestine Action con tutto il cuore e che continuerò a farlo, anche se dovesse diventare un atto terroristico». È l’ultima frase dell’op ed di Sally Rooney pubblicato domenica 22 giugno sul Guardian. La scrittrice, che più volte in passato si è espressa a sostegno della liberazione della Palestina e del boicottaggio di Israele, fa riferimento a un fatto di cronaca di cui si sta discutendo moltissimo in Inghilterra: il governo, nella persona dell’Home Secretary Yvette Cooper – più o meno l’equivalente del nostro ministro degli Interni – ha annunciato di voler perseguire Palestine Action come un’organizzazione terroristica, dopo che un gruppo di militanti ha fatto irruzione nella base della Raf di Brize Norton e ha danneggiato (per la precisione: sporcato con vernice rossa) due degli aerei lì custoditi per protestare contro l’appoggio militare e politico che l’Inghilterra ancora fornisce a Israele.

«Palestine Action non è un gruppo armato. Non ha mai causato morti e non pone alcun rischio per la pubblica sicurezza. Tra i suoi metodi rientra la violazione della proprietà privata, cosa che è ovviamente illegale. Ma se uccidere 23 civili in un sito di distribuzione degli aiuti umanitari non è terrorismo, come possiamo accettare che invece sporcare con della vernice spray un aereo lo sia? Le proteste rispettose della legge non sono riuscite a fermare il genocidio. Più di 50 mila bambini sono stati uccisi o sono rimasti feriti. In quale momento, se non in questo, la disobbedienza civile è giustificata?», scrive Rooney. Anche in questo caso, la scrittrice fa riferimento a un altro fatto recente: il 20 giugno, l’Idf ha aperto il fuoco sulla folla che si era raccolta attorno a un centro di distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza, uccidendo 23 persone. Non è la prima strage che si verifica nella Striscia di Gaza in condizioni simili.

Rooney sottolinea quanto assurdo sia l’accusa di terrorismo rivolta a un gruppo non violento, che tutti i reati che ha commesso li ha commessi contro la proprietà, non contro le persone. Perseguire un’organizzazione in base al Terrorism Act, la legge anti terrorismo inglese, significa rischiare fino a 14 anni di carcere per il solo fatto di avere espresso sostegno, «come sto facendo io», anche soltanto a parole, per quell’organizzazione. Ancora più assurda, questa accusa, se viene da un governo che la parola “terrorismo” non l’ha mai usata per descrivere niente di quello che è successo nella Striscia di Gaza negli ultimi due anni. «Davanti a uno Stato che sostiene un genocidio, cosa dovrebbero fare le persone per bene?», si chiede Rooney.

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