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08:36 sabato 20 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

La Russia ha annunciato che alla parata del Giorno della Vittoria quest’anno non ci saranno mezzi militari per paura che l’Ucraina li attacchi con i droni

È la prima volta, negli 81 anni di storia della parata, che la Russia prende una misura di sicurezza del genere.

05 Maggio 2026

A Mosca ci si prepara a un Giorno della Vittoria diverso, segnato da quello che sarà un vuoto d’acciaio sulla Piazza Rossa. Per la prima volta, il Ministero della Difesa russo ha rimosso i mezzi militari dalla parata, ammettendo – implicitamente, sia chiaro – la vulnerabilità della capitale di fronte alla minaccia dei droni ucraini e gli attacchi a lungo raggio di Kyiv. Celebrare l’81esimo anniversario della “Grande Guerra Patriottica” (la Seconda guerra mondiale) senza il fragore dei cingolati e le sagome dei missili trasforma l’evento in una coreografia in cui l’assenza di armamenti comunica la realtà del conflitto più di qualsiasi propaganda patriottica.

La decisione di disarmare la sfilata arriva in concomitanza con un cessate il fuoco unilaterale per l’8 e il 9 maggio, una mossa discussa da Vladimir Putin durante un colloquio telefonico con Donald Trump. Tuttavia, come scrive Euronews, la tregua russa si presenta con i tratti di un ultimatum. Il Ministero della Difesa russo ha infatti minacciato, con un post sull’app di messaggistica MAX (di fatto una app di propaganda dallo Stato), un «pesante attacco missilistico» sul centro di Kyiv qualora l’Ucraina dovesse violare questo cessate il fuoco, arrivando a esortare civili e diplomatici stranieri ad abbandonare immediatamente la capitale ucraina.

Volodymyr Zelenskyy, su X, ha risposto ribaltando la narrazione e annunciando un proprio cessate il fuoco, anticipato al 6 maggio. Con sarcasmo, il Presidente ucraino ha sottolineato come la parata di Mosca sia ormai subordinata alla «buona volontà di Kyiv», evidenziando l’ironia di un apparato militare che non può sfilare in sicurezza senza il “consenso” dell’avversario. Mentre la Piazza Rossa si svuota di mezzi bellici per timore dei droni, la guerra tra le  capitali raggiunge un nuovo picco, lasciando intendere che il controllo dello spazio aereo abbia ormai ridisegnato anche il dispiegamento dei simboli del potere russo.

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