L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
La Russia ha annunciato che alla parata del Giorno della Vittoria quest’anno non ci saranno mezzi militari per paura che l’Ucraina li attacchi con i droni
È la prima volta, negli 81 anni di storia della parata, che la Russia prende una misura di sicurezza del genere.
A Mosca ci si prepara a un Giorno della Vittoria diverso, segnato da quello che sarà un vuoto d’acciaio sulla Piazza Rossa. Per la prima volta, il Ministero della Difesa russo ha rimosso i mezzi militari dalla parata, ammettendo – implicitamente, sia chiaro – la vulnerabilità della capitale di fronte alla minaccia dei droni ucraini e gli attacchi a lungo raggio di Kyiv. Celebrare l’81esimo anniversario della “Grande Guerra Patriottica” (la Seconda guerra mondiale) senza il fragore dei cingolati e le sagome dei missili trasforma l’evento in una coreografia in cui l’assenza di armamenti comunica la realtà del conflitto più di qualsiasi propaganda patriottica.
La decisione di disarmare la sfilata arriva in concomitanza con un cessate il fuoco unilaterale per l’8 e il 9 maggio, una mossa discussa da Vladimir Putin durante un colloquio telefonico con Donald Trump. Tuttavia, come scrive Euronews, la tregua russa si presenta con i tratti di un ultimatum. Il Ministero della Difesa russo ha infatti minacciato, con un post sull’app di messaggistica MAX (di fatto una app di propaganda dallo Stato), un «pesante attacco missilistico» sul centro di Kyiv qualora l’Ucraina dovesse violare questo cessate il fuoco, arrivando a esortare civili e diplomatici stranieri ad abbandonare immediatamente la capitale ucraina.
Volodymyr Zelenskyy, su X, ha risposto ribaltando la narrazione e annunciando un proprio cessate il fuoco, anticipato al 6 maggio. Con sarcasmo, il Presidente ucraino ha sottolineato come la parata di Mosca sia ormai subordinata alla «buona volontà di Kyiv», evidenziando l’ironia di un apparato militare che non può sfilare in sicurezza senza il “consenso” dell’avversario. Mentre la Piazza Rossa si svuota di mezzi bellici per timore dei droni, la guerra tra le capitali raggiunge un nuovo picco, lasciando intendere che il controllo dello spazio aereo abbia ormai ridisegnato anche il dispiegamento dei simboli del potere russo.
As of today, there has been no official appeal to Ukraine regarding the modality of a cessation of hostilities that is being claimed on Russian social media. We believe that human life is far more valuable than any anniversary “celebration”. In this regard, we are announcing a…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) May 4, 2026
L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
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