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20:36 mercoledì 17 giugno 2026
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.
Ormai gli affitti a New York sono così alti che diverse donne, pur di non lasciare la città, stanno andando a vivere in convento con le suore D'altronde, in una città in cui l'affitto medio è di 3600 dollari, se non ci si affida alla Divina Provvidenza è difficile davvero sopravvivere.
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i “siti dopaminici”, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».
Le maglie da calcio più desiderate di questi Mondiali costano soltanto 50 dollari, raccontano New York e sono un’idea di Mamdani Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.
Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.

A New York ha aperto una biblioteca esclusivamente dedicata agli Epstein Files

Si chiama Donald J. Trump and Jeffrey Epstein Memorial Reading Room, contiene 3700 volumi che pesano in tutto 7 tonnellate.

07 Maggio 2026

New York, un’anonima biblioteca nel quartiere Tribeca e i 3.5 milioni di pagine degli Epstein Files sembrano il programma perfetto della giornata di un maschio performativo con interessi morbosi. E invece, oltre a essere tutto vero, la sala lettura aprirà le sue porte (solo su appuntamento) dall’8 al 21 maggio. Dietro alla Donald J. Trump and Jeffrey Epstein Memorial Reading Room c’è l’Institute for Primary Facts, un’organizzazione no profit che promuove la trasparenza e la responsabilità nel governo degli Stati Uniti. Tutti i documenti su Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia sono stati raccolti in circa 3700 volumi (per un peso complessivo che supera le 7 tonnellate, dato che ci rendiamo conto essere inutile ma che aiuta a farsi un’idea di quanto ci sia da sapere su Jeffrey Epstein).

Come scrive Wired, il cuore dell’esposizione è una minuziosa cronologia che seziona il ventennale rapporto tra Epstein e Trump, dal loro primo incontro a Palm Beach nel 1987 fino alla rottura del 2007. Nonostante la Casa Bianca respinga ogni accusa parlando di un Presidente «totalmente scagionato» proprio dalla pubblicazione dei Files, l’esposizione documenta in maniera inoppugnabile legami e frequentazioni durati anni. Come spiega David Garret, tra gli organizzatori dell’iniziativa, «le prove in questa sala sono la testimonianza di uno dei crimini più orribili della storia americana. Quando le persone attraversano questa sala, spero che si rendano conto che in America vige lo Stato di diritto e che, se si ribellano, possono agire e chiedere che venga fatta giustizia».

Nonostante la denuncia, l’installazione mantiene il rispetto che si deve alla memoria delle vittime di Epstein: 1200 candele disposte sul pavimento rappresentano le donne sopravvissute alle violenze. Proprio per proteggere la privacy delle vittime, i cui nomi non sono stati oscurati nelle recenti pubblicazioni del Dipartimento di Giustizia, la consultazione diretta dei fascicoli è riservata esclusivamente a giornalisti e agenti delle forze dell’ordine. Per tutti gli altri, la Donald J. Trump and Jeffrey Epstein Memorial Reading Room rimane un’esperienza visiva disturbante, una dimostrazione che la ricerca della giustizia deve camminare di pari passo con la protezione delle vittime.

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