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19:36 giovedì 18 giugno 2026
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.
Ormai gli affitti a New York sono così alti che diverse donne, pur di non lasciare la città, stanno andando a vivere in convento con le suore D'altronde, in una città in cui l'affitto medio è di 3600 dollari, se non ci si affida alla Divina Provvidenza è difficile davvero sopravvivere.
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i “siti dopaminici”, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».

Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili

Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.

04 Maggio 2026

Superare l’utilizzo dei combustibili fossili, accelerando sull’implementazione di politiche concrete per imporre il decisivo cambio di passo in materia di politiche energetiche. È questo l’ambizioso obiettivo che si è proposta la prima Conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili, che si è chiusa mercoledì 29 aprile a Santa Marta, in Colombia. Il Paese ospitante ha lanciato l’iniziativa insieme ai Paesi Bassi, specificando che l’obiettivo non è quello di convincere gli scettici o rinegoziare il perimetro dei trattati sui combustibili fossili ma di trovare il modo di abbandonarli definitivamente.

All’appello di Paesi Bassi e Colombia hanno risposto 57 Paesi dal nord e dal sud del mondo: tra questi Australia, Austria, Belgio, Cile, Danimarca, Fiji, Finlandia, Irlanda, Messico, Nepal, Olanda, Spagna e, un po’ a sorpresa e molto in sordina, anche l’Italia. La partecipazione italiana è stata annunciata dallo stesso governo colombiano ed è stata piuttosto inaspettata. Se infatti governi progressisti e associazioni della società civile italiana avevano da tempo annunciato e organizzato la loro presenza a Santa Marta, il governo italiano non ha mai dimostrato in tema di ambiente posizioni così in linea con quelle della conferenza. L’Italia ha voluto comunque esserci, sostenendo così una nuova organizzazione che si pone non come alternativa ma come funzionale all’implementazione degli obiettivi delle varie Conferenze delle Parti (COP) organizzate dalle Nazioni Unite per fronteggiare la crisi climatica. L’evento, sostenuto da una coalizione di “volenterosi”, punta a prendere i risultati delle COP e a formulare in base a essi politiche ambientali più assertive e immediate di quelle formulate finora.

Sono molteplici i fronti che la Conferenza ha affrontato, ponendo attenzione soprattutto sulla delicata situazione dei Paesi del sud del mondo e del perverso meccanismo attraverso il quale lo sfruttamento dei combustibili fossili – di cui spesso sono ricche – genera le cicliche crisi del debito che ne vessano l’economia. Tra gli obiettivi più ambiziosi della conferenza c’è il tentativo di trovare una via per la messa al bando dei combustibili fossili a livello globale, obbiettivo per raggiungere il quale sono stati aperti tre dossier: il primo dovrà stilare dei programmi di massima per la definitiva decarbonizzazione dei Paesi e delle regioni interessate; il secondo aiuterà a riformare le fiscalità nazionali in modo da facilitare la transizione, per esempio rimuovendo tutti gli sgravi e gli incentivi a beneficio delle industrie dei combustibili fossili; il terzo si occuperò di costruire reti, gruppi e accordi commerciali con l’obiettivo di realizzare un fossil fuel-free trade system.

Apripista in questo senso è la regione del Pacifico, dove è stato appena firmato l’appello di Tassiriki, che punta proprio a rendere il Pacifico una zona carbon free. L’attenzione rimarrà puntata su questa parte del mondo anche nel 2027: la seconda edizione della Conferenza si svolgerà infatti a Tuvalu e sarà organizzata assieme all’Irlanda.

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