Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
La NATO starebbe incontrando registi e sceneggiatori di tutto il mondo per convincerli a parlare bene della NATO nei film e nelle serie tv
Ci sono stati incontri privati a Los Angeles, Bruxelles e Londra. Che non hanno riscosso grande successo, secondo le indiscrezioni.
In un prossimo futuro potremmo vedere al cinema e in televisione prodotti che ritraggono in una luce spudoratamente positiva l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord o che quantomeno favoriscono la diffusione del suo messaggio secondo cui «cooperazione e compromesso, così come coltivare amicizie e alleanze, siano la strada da seguire».
Sarebbero almeno sei, tra film e serie, i progetti in corso di lavorazione che avrebbero aderito a quello che sembra proprio un’operazione di propaganda globale, uno sforzo che va da Los Angeles a Bruxelles. I vertici NATO hanno infatti incontrato registi, sceneggiatori e produttori statunitensi ed europei in almeno due occasioni, a cui presto seguirà un terzo evento privato e a porte chiuse a Londra. È proprio in occasione di questo evento che il Guardian ha scoperto e rilanciato la notizia, raccogliendo le dichiarazioni sconcertate di registi e produttori avvicinati da emissari dell’organizzazione per essere poi invitati all’incontro. Secondo quanto trapelato, gli uomini della NATO chiederebbero a produttori, registi e sceneggiatori di “menzionare” positivamente la NATO, o quantomeno di aggiungere anche solo un passaggio o una scena con lo stesso scopo. Non è chiaro se in cambio siano previsti finanziamenti o compensi né cosa venga offerto ai partecipanti durante l’incontro esplorativo in cui gli esponenti NATO illustrano nel dettaglio la loro proposta. Molti invitati si sono però rifiutati di partecipare e non saranno all’evento inglese, percepito come un plateale tentativo d’influenzare i contenuti e l’orientamento politico della cultura occidentale.
Perché la NATO si starebbe muovendo per cercare d’influenzare l’opinione pubblica attraverso il soft power, con una strategia che tanto ricorda precedenti tentativi messi in atto su entrambi i fronti della Guerra Fredda? Secondo quanto riportato dal Guardian, a preoccupare i vertici NATO è l’aumento della spesa militare registrato nell’ultimo biennio nei 32 Paesi membri dell’Alleanza. La corsa verso il riarmo e la spesa militare in forte crescita non sono ben visti dalla popolazione. I sondaggi citati dal quotidiano inglese riportano come oltre il 70 per cento degli interpellati sia avverso all’idea di partecipare a conflitti in corso in Paesi stranieri, anche sotto l’egida della NATO. Con il progressivo disimpegno degli Stati Uniti e una percepita debolezza sul fronte europeo, la NATO punterebbe a recuperare consenso presso l’opinione pubblica sul lungo periodo, contando sul potere della cultura e dell’intrattenimento.
Lo sceneggiatore irlandese Alan O’Gorman racconta così le sue impressioni sulla strategia della NATO: «Penso che in questo momento ci sia molto allarmismo in tutta Europa sull’idea che le nostre difese siano indebolite. […] I media e i governi stanno cercando di presentare la NATO in una luce positiva e di allinearci più strettamente all’alleanza».
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Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.