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15:17 giovedì 1 ottobre 2026
Esiste una mappa delle donne anarchiche Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.
Qualcuno ha modificato le pagine di diversi film su IMDb in modo che risultassero distribuiti nei Territori Palestinesi Occupati invece che in Israele I distributori dicono di non saperne niente, IMDb dice di non saperne niente. Nel frattempo, però, le modifiche sono state tutte già cancellate.
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Dei coloni israeliani hanno bloccato l’esercito israeliano mentre stava facendo rientrare in casa una famiglia palestinese eseguendo l’ordine di un tribunale israeliano Nella stessa notte i coloni hanno bruciato anche altre case palestinesi e ferito tre agenti della polizia di frontiera israeliana.
C’è una sacrosanta polemica attorno allo sgombero di una via di Milano usata come rifugio dai senza tetto per far posto a una sfilata della Fashion Week The Attico ha chiuso e rimbiancato il tunnel di via Sammartini per la sua sfilata, privando di un rifugio le persone senzatetto e causando notevoli disagi ai residenti.
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.
L’ultima iniziativa di Mamdani è regalare 70 mila biglietti per l’opera ai newyorkesi che non si sono mai potuti permettere di andarci L'iniziativa si chiama Opera for All: i biglietti saranno distribuiti via lotteria, 10 mila al mese per tutta la stagione del Metropolitan Opera.
Dopo quasi trent’anni uscirà un nuovo romanzo di Donald Antrim, il più tragico, spassoso, originale, misterioso e fenomenale degli scrittori americani Arriverà il 12 gennaio 2027 negli Usa, si intitolerà My Eliot ed è già considerato il romanzo più antrimiano di tutti.

Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z

L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.

12 Maggio 2026

Di questo passo, persino quando assisteremo alle catastrofi lo faremo in timelapse. O almeno, lo faranno probabilmente tutti coloro che sono stati alla proiezione di Amour apocalypse (in inglese conosciuto come Peak Everything) di Anne Émond al festival Rendez-vous Québec Cinéma (RVQC), a Montreal, lo scorso 25 aprile.

Gli organizzatori, che o sono tutti Gen Z o hanno deciso di provare ad attirare la Gen Z con una delle cose che la Gen Z ama più fare (accorciare i tempi di consumo di qualsiasi cosa) hanno deciso di proiettare a velocità 1.5x la pellicola e condensandola in 66 minuti invece che assistere ai 100 originali. Questa iniziativa, battezzata “Les Moins Longs Métrages” (traducibile dal francese in “I lungometraggi meno lunghi”), ha permesso agli spettatori di risparmiare 34 preziosi minuti, fondamentali per scrollare, svolgere un qualche tipo di attività performativa o dedicarsi a qualche tipo di -maxxing.

L’iniziativa è paradossale. Come scritto su La Presse, incoraggiare un pubblico giovane a scoprire il cinema del Québec spingendolo a non guardare un film del Québec così come è stato immaginato e concepito dai suoi autori è quantomeno contraddittorio. L’iniziativa però poggia sulla convinzione che per convincere le nuove generazioni, abituate ai ritmi compulsivi dello streaming e dello scrolling, ad andare al cinema sia necessario sacrificare il tempo dell’arte.

Tuttavia, il rischio è quello di scambiare una «falsa buona idea» per innovazione. Se un giovane può divorare ore di serie mediocri sulle piattaforme, il problema non è la durata del film ma la capacità di proteggere il cinema come luogo, come arte e come tempo. Accelerare una scena, drammatica, comica, catartica, di transizione, qualsiasi scena, non stuzzica l’interesse dei nuovi cinefili ma li trasforma in un imitazione di un cinefilo. La cinefilia come performance, appunto.

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Nella decisione c'entra anche il fatto che il mercato dei farmaci anti-obesità si fa sempre più competitivo. Oltre alla non lontanissima scadenza del brevetto dell'Ozempic.