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02:18 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z

L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.

12 Maggio 2026

Di questo passo, persino quando assisteremo alle catastrofi lo faremo in timelapse. O almeno, lo faranno probabilmente tutti coloro che sono stati alla proiezione di Amour apocalypse (in inglese conosciuto come Peak Everything) di Anne Émond al festival Rendez-vous Québec Cinéma (RVQC), a Montreal, lo scorso 25 aprile.

Gli organizzatori, che o sono tutti Gen Z o hanno deciso di provare ad attirare la Gen Z con una delle cose che la Gen Z ama più fare (accorciare i tempi di consumo di qualsiasi cosa) hanno deciso di proiettare a velocità 1.5x la pellicola e condensandola in 66 minuti invece che assistere ai 100 originali. Questa iniziativa, battezzata “Les Moins Longs Métrages” (traducibile dal francese in “I lungometraggi meno lunghi”), ha permesso agli spettatori di risparmiare 34 preziosi minuti, fondamentali per scrollare, svolgere un qualche tipo di attività performativa o dedicarsi a qualche tipo di -maxxing.

L’iniziativa è paradossale. Come scritto su La Presse, incoraggiare un pubblico giovane a scoprire il cinema del Québec spingendolo a non guardare un film del Québec così come è stato immaginato e concepito dai suoi autori è quantomeno contraddittorio. L’iniziativa però poggia sulla convinzione che per convincere le nuove generazioni, abituate ai ritmi compulsivi dello streaming e dello scrolling, ad andare al cinema sia necessario sacrificare il tempo dell’arte.

Tuttavia, il rischio è quello di scambiare una «falsa buona idea» per innovazione. Se un giovane può divorare ore di serie mediocri sulle piattaforme, il problema non è la durata del film ma la capacità di proteggere il cinema come luogo, come arte e come tempo. Accelerare una scena, drammatica, comica, catartica, di transizione, qualsiasi scena, non stuzzica l’interesse dei nuovi cinefili ma li trasforma in un imitazione di un cinefilo. La cinefilia come performance, appunto.

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