S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani
Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
A Los Angeles fervono già i preparativi per la notte degli Oscar: gli addetti stanno lavorando alla posa del tappeto rosso, si è già tenuta la conferenza stampa introduttiva del presentatore Conan O’Brien. Da quanto emerso, sarà una cerimonia più blindata dal solito: oltre a proteggere le star presenti da eventuali aggressioni di fan, manifestanti, passanti, matti vari ed eventuali, sulla cerimonia di quest’anno grava anche la minaccia dei droni iraniani.
A dare la notizia è Variety, che racconta come l’Academy abbia preso molto sul serio le comunicazioni dell’intelligence statunitense sulla possibilità di un attacco iraniano sulla costa ovest degli Stati Uniti e, più nello specifico, in California. L’Fbi ha allertato lo Stato della California, ribadendo che esiste la concreta possibilità di attacchi di droni iraniani. Gli organizzatori della cerimonia degli Oscar stanno dunque rafforzando le misure di sicurezza, cercando di rendere queste nuove procedure di sicurezza meno invadenti possibili. L’Academy infatti non ha voluto rispondere a domande sulla minaccia iraniana, limitandosi a confermare che si sta facendo tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza degli invitati all’evento.
Il produttore esecutivo Raj Kapoor ha usato toni rassicuranti, spiegando che gli Oscar sono sempre un obiettivo sensibile dal punto di vista della sicurezza: «Per questo show abbiamo una delle migliori squadre del settore in ogni ambito, e questo vale anche per il nostro team di sicurezza. Naturalmente ogni anno monitoriamo quello che succede nel mondo. Abbiamo il supporto dell’Fbi e della polizia di Los Angeles».
Il nuovo film di Dominik Moll, appena uscito nelle sale e tra i più discussi nello scorso anno in Francia, affronta uno dei temi più difficili di questa epoca: se le violenze della polizia sono un male sistemico, qual è la cura? Ne esiste una?
Dopo un silenzio di tre anni, Madame torna con un nuovo disco, Disincanto, e un nuovo punto di vista sul mondo. L'abbiamo intervistata per la nostra nuova digital cover e con lei abbiamo parlato di musica da 24enni, fotografia, chimica, polline e alberi belli.