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11:22 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

L’Onu ha definito Gaza «un abisso» e ha detto che ci vorranno almeno 70 miliardi per ricostruirla

Quasi sicuramente questa cifra non sarà sufficiente e in ogni caso ci vorranno decenni per ricostruire la Striscia.

26 Novembre 2025

L’immagine scelta dall’Onu nel suo report per descrivere la situazione a Gaza è quella di un «abisso scavato dall’uomo». Una descrizione riportata anche dal Guardian che evoca più della distruzione di un intero Paese. Quello descritto è un luogo vicinissimo al superamento del punto di non ritorno, un pezzo di mondo che non sarà facile né economico né veloce ricostruire. Il nuovo rapporto, presentato nelle scorse ore  a New York, sulla situazione di Gaza, infatti, stima la cifra minima che sarà necessaria per la ricostruzione dei territori palestinesi: ci vorranno almeno 70 miliardi di dollari. La valutazione è stata fatta osservando la distruzione dei territori palestinesi attraverso le immagini satellitari, le mappe aeree e i grafici elaborati per ogni singola zona. 

A livello di tempistiche, invece, anche non considerando i problemi di accesso ai territori che si continuano a registrare, si parla di un processo lunghissimo. Per togliere di mezzo le macerie, demolire gli edifici pericolanti e rimettere in piedi le abitazioni decenni. D’altronde bisogna ricostruire un’intera regione che al momento è priva di ogni infrastruttura indispensabile: la rete idrica è al collasso, scuole e ospedali non sono più utilizzabili. Il rapporto delle Nazioni Unite parla apertamente di un abisso creato dall’uomo, esponendo le responsabilità politiche, militari e diplomatiche di questa distruzione. Senza dimenticare che a venire distrutto è stato anche il tessuto sociale e la vita quotidiana dei palestinesi. Il crollo dell’economia, la morte di decine di migliaia di civili e la carestia rendono ovviamente ancora più difficile una ricostruzione . 

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Diverse organizzazioni umanitarie, sia molto piccole che le più grandi, riportano cali del 30 per cento, anche del 50, in alcuni casi interruzioni totali.