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14:18 venerdì 11 settembre 2026
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.

Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, le donazioni per Gaza si sono quasi azzerate

Diverse organizzazioni umanitarie, sia molto piccole che le più grandi, riportano cali del 30 per cento, anche del 50, in alcuni casi interruzioni totali.

21 Novembre 2025

Usano spesso la parola “catastrofico” per descrivere il calo di donazioni registrato dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Dal 10 ottobre a oggi, come si legge in un articolo del Guardian firmato da Ruby Topalian, la situazione non ha fatto altro che peggiorare. Topalian ha intervistato volontari di diverse organizzazioni che si occupano di raccogliere e inviare le donazioni nella Striscia di Gaza, tutti dicono la stessa cosa: nell’ultimo mese e mezzo è come se il mondo si fosse convinto che le sofferenze e le difficoltà dei gazawi sono finite lo scorso 10 ottobre.

Una delle persone intervistate da Topalian è Megan Hall, che dall’Australia gestisce 95 piccoli fondi beneficienza attraverso numerosi account su diversi social. Ogni fondo è dedicato a una famiglia di Gaza, da febbraio 2024 Hall dice di essere riuscita a raccogliere più di 200 mila euro, circa 5 mila euro a settimana. Dallo scorso ottobre, considerando tutte le campagne che segue, ne ha raccolti 2 mila. Una situazione simile l’hanno raccontata anche i responsabili di Gaza Soup Kitchen, che da febbraio 2024 ha raccolto quasi sei milioni di dollari di donazioni, portando 10 mila pasti al giorno nella Striscia. Tra settembre e ottobre, le donazioni si sono più che dimezzate. Anche organizzazioni più grandi e istituzionali riportano cifre simili: Oxfam ha parlato di una forte diminuzione, mentre Save The Children (il Guardian, essendo un giornale inglese, riporta i dati dalla sezione inglese) di aver perso un terzo delle donazioni che fin qui erano arrivate attraverso le campagne sui social.

Le spiegazioni di questa diminuzione sono diverse. La prima, e la più preoccupante, è quella secondo la quale molte delle persone che fino a poco tempo fa donavano, ora si sono convinte che delle loro donazioni non ci sia più bisogno (e ovviamente non è così, perché la Striscia di Gaza è quasi completamente distrutta, ieri come oggi). L’altra spiegazione è la difficoltà economica che sta colpendo i cittadini di diversi Paesi nel mondo. La situazione italiana la conosciamo bene. Ma, per esempio, negli Stati Uniti lo shutdown del governo ha congelato per settimane gli stipendi di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici. In Inghilterra la crisi abitativa si fa sempre più grave ed è molto difficile che una persona che non riesce a pagare l’affitto possa permettersi di fare beneficienza.

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