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11:44 martedì 10 marzo 2026
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.
Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
I creator assoldati per fare propaganda a favore di Israele stanno facendo causa a Israele perché non sono stati pagati Diversi enti governativi israeliani avrebbero debiti per milioni con studi di produzione e creator assunti per influenzare l'opinione pubblica.
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?

Di cosa si è parlato questa settimana

I meme di Suez, la sagra del vulcano in Islanda, i giornali incazzati con Roth e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
27 Marzo 2021

Social – Ever Given metafora della vita
Non dovremmo ridere di una nave portacontainer, la Ever Given, che bloccata così com’è nel canale di Suez sta causando ulteriori problemi al traffico via mare. Ma ne sono nati meme esilaranti, e abbiamo persino iniziato a identificarci nella nave o nell’omino che col suo piccolo escavatore sta cercando di spostarla. Qualcuno ha anche aperto un profilo Twitter proprio dedicato a lui, dal nome “Guy with the digger at Suez Canal”, con una biografia in cui è piuttosto facile riconoscersi: “Trying my best. No promises”.

Ambiente – Sotto il vulcano
Lunedì è stata la giornata in cui sulle nostre timeline hanno incominciato ad apparire immagini pazzesche di un vulcano in Islanda e video spettacolari, come quello del drone che ripercorreva la strada scavata dalla lava. A differenza della precedente e famosa eruzione islandese che nel 2014, a causa della nube di fumo sprigionatasi dal cratere, aveva bloccato il traffico dei voli in mezza Europa, questa è stata un’eruzione comunitaria, gioiosa, una specie di sagra di paese vulcanica, con la gente tutta intorno, che a guardarla sui social veniva da pensare “vabbè però spostatevi”.

Personaggi – Philip Roth fa incazzare anche da morto
Uscirà in questi giorni la prima biografia autorizzata di Philip Roth e su Twitter si stanno già tutti divertendo a commentare le prime recensioni. Il libro si focalizzerebbe sugli scandali dell’autore e i titoli dei giornali sono furiosi: il Times lo chiama “un infuriato maniaco del sesso” e il Guardian lo paragona a Harvey Weinstein. La biografia è lunga 900 pagine, su Twitter dicono che basta leggere le recensioni.

Editoria – Quella sporca dozzina
Lunedì alle 12, è stato dato l’annuncio dei dodici semifinalisti dello Strega, sono: Edith Bruck, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Andrea Bajani, Giulio Mozzi, Teresa Ciabatti, Donatella Di Pietrantonio, Lisa Ginzburg, Alice Urciuolo, Daniele Petruccioli, Emanuele Trevi e Roberto Venturini. Rispetto alle scorse edizioni, sono pochi i doppioni, l’unica casa editrice rimasta con due candidati è infatti Ponte alle Grazie (Bruck e Calandrone). Qualche polemica sulle esclusioni inaspettate (Aurelio Picca, Francesca Mannocchi, Antonella Lattanzi) e la conferma che il premio, al di là della sensatezza dei suoi meccanismi che da sempre lo accompagna, goda sui social di una partecipazione sempre maggiore. L’8 luglio si saprà il vincitore.

Cinema – Tavernier lo conoscevano tutti
Difficile riassumere tutto quello che è stato Bertrand Tavernier, raffinato regista di opere come Colpo di spugna, La vita e nient’altro, L’esca, scomparso a 79 anni. Autore nato già grande come dimostra il suo film d’esordio, L’orologiaio di Saint Paul, diretto nel 1974 e subito premiato a Berlino con l’Orso d’argento. Poi produttore, critico e saggista: un uomo che ha dedicato tutta la vita al cinema. Ricordandolo, Isabelle Huppert ha detto che Tavernier era «pura gioia». Stimato anche da Godard, non è facile.

Spettacolo – Ciao David
I film in cinquina della 66^ edizione del Premio più importante del cinema italiano sono Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, con 13 nomination, Hammamet di Gianni Amelio, Le sorelle Macaluso di Emma Dante e Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che di candidature ne ha ottenute 15. C’è anche Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, con l’eccezione di una protagonista allegra e divertente. I vincitori l’11 maggio.

Gossip – Royal baby parte seconda
La notizia della nascita di Vittoria, secondogenita di casa Ferragnez, si è diffusa naturalmente a mezzo Instagram, come da tradizione per la vera royal family italiana. Sono seguite solite polemiche, ma Ferragni (Chiara) con un post in pancione ha rimesso a posto femministe e non e ribadito che lei il permesso di scattarsi foto non lo chiede a nessuno. Nemmeno ai suoi figli.

Media – Un’altra Emily in Paris
All’inizio del mese la direttrice della rivista letteraria Paris Review Emily Nemens aveva annunciato le dimissioni per dedicarsi al nuovo romanzo. Quindi nessuno scandalo legato ad accuse sessuali come accadde l’ultima volta. Ora abbiamo il nome – che è lo stesso – di chi la sostituirà: Emily Stokes, che nella fotografia ufficiale si fa ritrarre col suo bastone. Stokes promette che proseguirà nella direzione di Nemens focalizzandosi sulle nuove scoperte, parlando della rivista come di «uno spazio per la scrittura che leggiamo per puro piacere, per sentirci vivi». Bonne chance!

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