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Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.

Di cosa si è parlato questa settimana

I meme di Suez, la sagra del vulcano in Islanda, i giornali incazzati con Roth e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
27 Marzo 2021

Social – Ever Given metafora della vita
Non dovremmo ridere di una nave portacontainer, la Ever Given, che bloccata così com’è nel canale di Suez sta causando ulteriori problemi al traffico via mare. Ma ne sono nati meme esilaranti, e abbiamo persino iniziato a identificarci nella nave o nell’omino che col suo piccolo escavatore sta cercando di spostarla. Qualcuno ha anche aperto un profilo Twitter proprio dedicato a lui, dal nome “Guy with the digger at Suez Canal”, con una biografia in cui è piuttosto facile riconoscersi: “Trying my best. No promises”.

Ambiente – Sotto il vulcano
Lunedì è stata la giornata in cui sulle nostre timeline hanno incominciato ad apparire immagini pazzesche di un vulcano in Islanda e video spettacolari, come quello del drone che ripercorreva la strada scavata dalla lava. A differenza della precedente e famosa eruzione islandese che nel 2014, a causa della nube di fumo sprigionatasi dal cratere, aveva bloccato il traffico dei voli in mezza Europa, questa è stata un’eruzione comunitaria, gioiosa, una specie di sagra di paese vulcanica, con la gente tutta intorno, che a guardarla sui social veniva da pensare “vabbè però spostatevi”.

Personaggi – Philip Roth fa incazzare anche da morto
Uscirà in questi giorni la prima biografia autorizzata di Philip Roth e su Twitter si stanno già tutti divertendo a commentare le prime recensioni. Il libro si focalizzerebbe sugli scandali dell’autore e i titoli dei giornali sono furiosi: il Times lo chiama “un infuriato maniaco del sesso” e il Guardian lo paragona a Harvey Weinstein. La biografia è lunga 900 pagine, su Twitter dicono che basta leggere le recensioni.

Editoria – Quella sporca dozzina
Lunedì alle 12, è stato dato l’annuncio dei dodici semifinalisti dello Strega, sono: Edith Bruck, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Andrea Bajani, Giulio Mozzi, Teresa Ciabatti, Donatella Di Pietrantonio, Lisa Ginzburg, Alice Urciuolo, Daniele Petruccioli, Emanuele Trevi e Roberto Venturini. Rispetto alle scorse edizioni, sono pochi i doppioni, l’unica casa editrice rimasta con due candidati è infatti Ponte alle Grazie (Bruck e Calandrone). Qualche polemica sulle esclusioni inaspettate (Aurelio Picca, Francesca Mannocchi, Antonella Lattanzi) e la conferma che il premio, al di là della sensatezza dei suoi meccanismi che da sempre lo accompagna, goda sui social di una partecipazione sempre maggiore. L’8 luglio si saprà il vincitore.

Cinema – Tavernier lo conoscevano tutti
Difficile riassumere tutto quello che è stato Bertrand Tavernier, raffinato regista di opere come Colpo di spugna, La vita e nient’altro, L’esca, scomparso a 79 anni. Autore nato già grande come dimostra il suo film d’esordio, L’orologiaio di Saint Paul, diretto nel 1974 e subito premiato a Berlino con l’Orso d’argento. Poi produttore, critico e saggista: un uomo che ha dedicato tutta la vita al cinema. Ricordandolo, Isabelle Huppert ha detto che Tavernier era «pura gioia». Stimato anche da Godard, non è facile.

Spettacolo – Ciao David
I film in cinquina della 66^ edizione del Premio più importante del cinema italiano sono Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, con 13 nomination, Hammamet di Gianni Amelio, Le sorelle Macaluso di Emma Dante e Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che di candidature ne ha ottenute 15. C’è anche Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, con l’eccezione di una protagonista allegra e divertente. I vincitori l’11 maggio.

Gossip – Royal baby parte seconda
La notizia della nascita di Vittoria, secondogenita di casa Ferragnez, si è diffusa naturalmente a mezzo Instagram, come da tradizione per la vera royal family italiana. Sono seguite solite polemiche, ma Ferragni (Chiara) con un post in pancione ha rimesso a posto femministe e non e ribadito che lei il permesso di scattarsi foto non lo chiede a nessuno. Nemmeno ai suoi figli.

Media – Un’altra Emily in Paris
All’inizio del mese la direttrice della rivista letteraria Paris Review Emily Nemens aveva annunciato le dimissioni per dedicarsi al nuovo romanzo. Quindi nessuno scandalo legato ad accuse sessuali come accadde l’ultima volta. Ora abbiamo il nome – che è lo stesso – di chi la sostituirà: Emily Stokes, che nella fotografia ufficiale si fa ritrarre col suo bastone. Stokes promette che proseguirà nella direzione di Nemens focalizzandosi sulle nuove scoperte, parlando della rivista come di «uno spazio per la scrittura che leggiamo per puro piacere, per sentirci vivi». Bonne chance!

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