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Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile

La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.

31 Dicembre 2025

Per la prima volta nella sua storia, il Brasile rischia di sviluppare una zona desertica permanente. Lo denuncia un lungo reportage del Guardian, che segnala come parti del nord-est del Paese stiano superando la soglia oltre la quale un’area viene de arida, a causa dell’aumento delle temperature e della diminuzione delle precipitazioni. Il tipico bioma della caatinga, una sorta di foresta secca tropicale dominata da cactus e alberi spinosi che si seccano durante la stagione arida, nel giro di una sola generazione si sta avviando verso una desertificazione permanente.

L’area più colpita è quella del Sertão, una regione del nord-est già storicamente soggetta a siccità, che oggi mostra però cambiamenti strutturali: piogge sempre più irregolari, suoli degradati, perdita di vegetazione e difficoltà crescenti per l’agricoltura di sussistenza. Secondo i ricercatori che hanno lanciato l’allarme, non si tratta più di cicli temporanei, ma di una trasformazione climatica stabile dovuta all’aumento delle temperature, aggravata dalla deforestazione e da pratiche agricole intensive. Il tutto avviene in una delle regioni più povere del Paese, che registra già un calo della popolazione per la crescente difficoltà di allevare e vendere capre, asse portante dell’economia locale.

Il cambiamento, graduale ma rapido, si è prodotto nell’arco di una generazione, ma è ancora potenzialmente reversibile. Il problema è che l’estrema povertà della regione ha finora limitato l’attenzione politica e gli investimenti necessari per contrastare la desertificazione del suolo. Il rischio concreto è che l’avanzata dell’aridità provochi migrazioni interne, insicurezza alimentare e nuove pressioni sociali in un Paese che non ha mai dovuto confrontarsi con la desertificazione vera e propria e quindi è particolarmente fragile di fronte alle sue ricadute. Il caso brasiliano viene indicato come un segnale d’allarme globale in quanto dimostra come anche regioni considerate tropicali e ricche d’acqua possano entrare rapidamente in una traiettoria irreversibile se il riscaldamento globale non verrà contenuto.

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