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02:23 martedì 29 settembre 2026
Sulla Terra ci sono già talmente tanti data center che Google ha deciso di iniziare a costruirli nello spazio Si inizia con cinque, poi dieci, fino a ottanta. Una volta lassù, il data center resta in orbita fino a sei anni per poi disintegrarsi al rientro sulla Terra.
Margaret Atwood si è così appassionata all’ornitologia che ha donato 1 milione di dollari alla ricerca sugli uccelli Il suo contributo è anche un gesto d'amore nei confronti del compagno di una vita Graeme Gibson, anche lui romanziere e grande appassionato di birdwatching, morto nel 2019.
I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.

Neopagani contro Thor

16 Maggio 2011

Il dio Thor è un figaccione in rotta con il padre Odino, che soffrendo e flirtando con una scienziata umana impara a gestire la rabbia in modo costruttivo. Nel frattempo ci salva tutti dall’estinzione, o quanto meno il New Mexico. Sette euro spesi bene.

Il blogger Eric Scott, invece, che a Odino ci crede sul serio, racconta lo smarrimento provato nel trovarsi davanti file e file di giocattoli creati per il film, e si chiede: va bene lo spettacolo, ma ora chi glielo spiega alle masse che Thor e il nostro Thor sono due cose diverse? I correligionari che gli rispondono, come Star Foster di Pantheon, la mettono così: «è un momento di grande visibilità per la nostra fede; non dobbiamo snobbare i curiosi perché arrivano a noi tramite un kolossal tutto azione». Kolossal, va precisato, che non si presenta come un omaggio a quella fede, ma come l’adattamento di un fumetto Marvel, un canone narrativo che ha solo preso qualche spunto da miti e leggende del Nord.

Miti e leggende. Qui sta il punto.

I realizzatori di prodotti, diciamo così, ispirati al Cristianesimo, anche di commedie o parodie alla Brian di Nazareth, sanno benissimo che ci saranno dei cristiani tra il pubblico: possono dare la precedenza alla storia che stanno raccontando, però si pongono il problema di una reazione da parte della comunità. Mentre i realizzatori di Thor si saranno preoccupati di tirare fuori un prodotto che potesse non dico accontentare, ma almeno non irritare i fanboy, e insieme piacere a chi quel fumetto lo conosce poco o niente. Ma non avranno pensato, ehi, stiamo attenti a tenere in considerazione i sentimenti dei PAGANI. E invece.

Il problema maggiore fino a qui erano state le polemiche legate alla scelta di Idris Elba, attore inglese di origine africana, per interpretare un ruolo chiave in un pantheon che si voleva ariano. Capito, bianco. Obiezioni che partivano come «è una questione di rispetto del testo» e finivano un po’ tutte in zona «…chi ha invitato il negro?». (Tra parentesi, è passato l’approccio semi-integrato: a parte Elba, in mezzo ai guerrieri di Odino c’è Tadanobu Asano, una specie di Johnny Depp giapponese qui impegnato a riempire la quota vaguely Asian.) Ecco, però quelle erano critiche più o meno ragionevoli da parte dei lettori del fumetto: non sollevavano questioni di fede e rappresentazione. E la fede è una questione anche individuale.

La massima autorità pagana dell’Islanda avrebbe detto «non ho nessun problema con il film». (Secondo chi parla davvero la sua lingua, lui ha detto «non fatemi domande stupide».)

Se c’è qualcuno che esce da Thor pensando «questa religione ha tutto! Martelli giganti, donne che picchiano, conflitti con l’autorità!», la sua conversione potrebbe durare poco. Ma non sbagliano i credenti come Star Foster, che si preoccupano di accogliere i nuovi arrivati con pazienza e spirito di servizio. Anche perché il film punta molto più del previsto sul lato mistico, concentrando le parentesi leggere sul culture shock del biondone piombato sulla Terra (dove viene scambiato per un senzatetto schizofrenico, tra le altre cose), e trattando il resto in modo serissimo. Personalmente l’ho apprezzato: temevo lo pseudo-buon gusto New Age tutto nuvole bianche e nebbioline, ho trovato ferro, sangue, oro e Idris Elba addobbato come un Faraone. Sono di altra fede, ma ho molto apprezzato.

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