Esteri ↓
15:52 martedì 13 gennaio 2026
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.

Lipa, l’ultimo dramma d’Europa

Centinaia di migranti sono bloccati nel gelo dell'inverno bosniaco: alcuni articoli per capire cosa sta succedendo.

di Studio
16 Gennaio 2021

Mentre le temperature raggiungono anche i -15°, centinaia di migranti dormono all’aperto o in edifici abbandonati nella Bosnia-Erzegovina nord-occidentale, sprovvisti di qualsiasi riparo che li protegga dal gelo e alle prese con una cronica carenza di pasti, spesso distribuiti in maniera non regolare dalle autorità del luogo. Il sindaco della cittadina di Bihac, la più vicina al campo improvvisato, si è rifiutato di riaprire una struttura abitativa per migranti finanziata dall’Unione Europea, che ha operato per quasi due anni fino a che non è stata chiusa in autunno. Una situazione che non è certo nuova e che si ripresenta ogni anno, esattamente come quando, con il sopraggiungere della bella stagione, le barche dei migranti ricominciano a salpare dalla Libia verso le coste del nostro Paese. Mentre le organizzazioni umanitarie si organizzano per soccorrere le persone intrappolate in condizioni disumane, ci si interroga ancora una volta sulle responsabilità dell’Europa, Italia compresa: abbiamo raccolto alcuni articoli che raccontano cosa sta succedendo sulla rotta balcanica ed esplorano le falle politiche europee di fronte ai fenomeni migratori.

I dimenticati di Lipa, intrappolati nel ghiaccio della BosniaInternazionale
Il 23 dicembre, un incendio ha distrutto il campo profughi di Lipa, in Bosnia, fino a quel momento unico riparo per un migliaio di persone respinte dalla Croazia, dalla Slovenia e dall’Italia. A raccontare l’atmosfera, lo scheletro dei tendoni e il freddo è Annalisa Camilli, che in questo articolo per Internazionale ha spiegato i motivi per cui nonostante simili difficoltà i profughi non siano stati trasferiti in altre strutture e perché, dopo il rogo, la situazione sia conseguentemente peggiorata.

A refugee crisis brews in Bosnia’s bitter winter – Al Jazeera
Tende, fango, ma soprattutto freddo (le temperature raggiungono -9°). Da settimane centinaia di rifugiati sono bloccati in edifici abbandonati dentro e intorno alla città bosniaca nordoccidentale di Bihac, coprendosi come meglio possono contro la neve e il gelo. A peggiorare la situazione c’è poi la scarsità di cibo, come ha raccontato dei testimoni ad Al Jazeera: «La distribuzione inizia intorno alle 9:30 o alle 10 del mattino, a volte più tardi, a volte mai, perché il cibo finisce subito e chi si trova in fondo alla fila non riesce a procurarselo».

Journeys of hope: what will migration routes into Europe look like in 2021? – Guardian
Ci sono stati altri numeri nel 2020 oltre a quelli legati alla pandemia, e sono i numeri dei migranti, arrivati a destinazione o dispersi in mare, come segnala il Guardian in questo articolo più ampio che riguarda le tratte migratorie. Lo scorso anno, infatti, decine di migliaia di migranti hanno attraversato deserto e mare, scalato montagne e camminato attraverso foreste per raggiungere quella che è diventata, per loro, un’Europa sempre più inospitale. Molti sono morti travolti dalle onde, o torturati nei centri di detenzione libici. Altri sono stati sfollati dopo che le fiamme del campo profughi di Moria, in Grecia, hanno bruciato tutto ciò che avevano. Un fatto simile a quanto accaduto a Lipa.

How to make the EU’s migration pact more humane – Politico
Imogen Sudbery è la direttrice della politica e della difesa del Comitato internazionale di soccorso in Europa. Un mese fa ha scritto questo articolo in cui spiega perché la Ue dovrebbe cambiare il suo accordo sulle migrazioni, raccontando le condizioni fisiche ma anche mentali dei circa 15.000 rifugiati e richiedenti asilo bloccati nei campi sulle isole greche (dal sito dell’International Rescue Committee è possibile scaricare il report completo). «Sull’isola di Lesbo […] il campo è soggetto a inondazioni e le tende sono battute da forti venti. Non c’è elettricità e poca acqua corrente, costringendo molti a fare il bagno nel mare freddo. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di oltraggi affrontati da persone che, avendo rischiato la vita per raggiungere l’Europa in cerca di sicurezza, si trovano invece intrappolate in condizioni pericolose».

Heartbreaking photos show migrants traveling through Bosnia in search of a better life – Washington Post
Queste foto, scattate nel 2020 dal fotografo dell’Associated Press Manu Brabo, raccontano le difficoltà che i migranti egiziani, afghani, pakistani e siriani affrontano durante l’inverno durante il loro viaggio, una situazione che si è rinnovata quest’anno alle stesse durissime condizioni. Le foto mostrano persone che cercano riparo in fattorie abbandonate, le soste in mezzo alla neve, le file per il cibo, e in generale le precarie condizioni in cui si ritrovano a vivere.

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