Hype ↓
18:27 venerdì 23 gennaio 2026
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.

Lipa, l’ultimo dramma d’Europa

Centinaia di migranti sono bloccati nel gelo dell'inverno bosniaco: alcuni articoli per capire cosa sta succedendo.

di Studio
16 Gennaio 2021

Mentre le temperature raggiungono anche i -15°, centinaia di migranti dormono all’aperto o in edifici abbandonati nella Bosnia-Erzegovina nord-occidentale, sprovvisti di qualsiasi riparo che li protegga dal gelo e alle prese con una cronica carenza di pasti, spesso distribuiti in maniera non regolare dalle autorità del luogo. Il sindaco della cittadina di Bihac, la più vicina al campo improvvisato, si è rifiutato di riaprire una struttura abitativa per migranti finanziata dall’Unione Europea, che ha operato per quasi due anni fino a che non è stata chiusa in autunno. Una situazione che non è certo nuova e che si ripresenta ogni anno, esattamente come quando, con il sopraggiungere della bella stagione, le barche dei migranti ricominciano a salpare dalla Libia verso le coste del nostro Paese. Mentre le organizzazioni umanitarie si organizzano per soccorrere le persone intrappolate in condizioni disumane, ci si interroga ancora una volta sulle responsabilità dell’Europa, Italia compresa: abbiamo raccolto alcuni articoli che raccontano cosa sta succedendo sulla rotta balcanica ed esplorano le falle politiche europee di fronte ai fenomeni migratori.

I dimenticati di Lipa, intrappolati nel ghiaccio della BosniaInternazionale
Il 23 dicembre, un incendio ha distrutto il campo profughi di Lipa, in Bosnia, fino a quel momento unico riparo per un migliaio di persone respinte dalla Croazia, dalla Slovenia e dall’Italia. A raccontare l’atmosfera, lo scheletro dei tendoni e il freddo è Annalisa Camilli, che in questo articolo per Internazionale ha spiegato i motivi per cui nonostante simili difficoltà i profughi non siano stati trasferiti in altre strutture e perché, dopo il rogo, la situazione sia conseguentemente peggiorata.

A refugee crisis brews in Bosnia’s bitter winter – Al Jazeera
Tende, fango, ma soprattutto freddo (le temperature raggiungono -9°). Da settimane centinaia di rifugiati sono bloccati in edifici abbandonati dentro e intorno alla città bosniaca nordoccidentale di Bihac, coprendosi come meglio possono contro la neve e il gelo. A peggiorare la situazione c’è poi la scarsità di cibo, come ha raccontato dei testimoni ad Al Jazeera: «La distribuzione inizia intorno alle 9:30 o alle 10 del mattino, a volte più tardi, a volte mai, perché il cibo finisce subito e chi si trova in fondo alla fila non riesce a procurarselo».

Journeys of hope: what will migration routes into Europe look like in 2021? – Guardian
Ci sono stati altri numeri nel 2020 oltre a quelli legati alla pandemia, e sono i numeri dei migranti, arrivati a destinazione o dispersi in mare, come segnala il Guardian in questo articolo più ampio che riguarda le tratte migratorie. Lo scorso anno, infatti, decine di migliaia di migranti hanno attraversato deserto e mare, scalato montagne e camminato attraverso foreste per raggiungere quella che è diventata, per loro, un’Europa sempre più inospitale. Molti sono morti travolti dalle onde, o torturati nei centri di detenzione libici. Altri sono stati sfollati dopo che le fiamme del campo profughi di Moria, in Grecia, hanno bruciato tutto ciò che avevano. Un fatto simile a quanto accaduto a Lipa.

How to make the EU’s migration pact more humane – Politico
Imogen Sudbery è la direttrice della politica e della difesa del Comitato internazionale di soccorso in Europa. Un mese fa ha scritto questo articolo in cui spiega perché la Ue dovrebbe cambiare il suo accordo sulle migrazioni, raccontando le condizioni fisiche ma anche mentali dei circa 15.000 rifugiati e richiedenti asilo bloccati nei campi sulle isole greche (dal sito dell’International Rescue Committee è possibile scaricare il report completo). «Sull’isola di Lesbo […] il campo è soggetto a inondazioni e le tende sono battute da forti venti. Non c’è elettricità e poca acqua corrente, costringendo molti a fare il bagno nel mare freddo. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di oltraggi affrontati da persone che, avendo rischiato la vita per raggiungere l’Europa in cerca di sicurezza, si trovano invece intrappolate in condizioni pericolose».

Heartbreaking photos show migrants traveling through Bosnia in search of a better life – Washington Post
Queste foto, scattate nel 2020 dal fotografo dell’Associated Press Manu Brabo, raccontano le difficoltà che i migranti egiziani, afghani, pakistani e siriani affrontano durante l’inverno durante il loro viaggio, una situazione che si è rinnovata quest’anno alle stesse durissime condizioni. Le foto mostrano persone che cercano riparo in fattorie abbandonate, le soste in mezzo alla neve, le file per il cibo, e in generale le precarie condizioni in cui si ritrovano a vivere.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.