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03:57 lunedì 5 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Lipa, l’ultimo dramma d’Europa

Centinaia di migranti sono bloccati nel gelo dell'inverno bosniaco: alcuni articoli per capire cosa sta succedendo.

di Studio
16 Gennaio 2021

Mentre le temperature raggiungono anche i -15°, centinaia di migranti dormono all’aperto o in edifici abbandonati nella Bosnia-Erzegovina nord-occidentale, sprovvisti di qualsiasi riparo che li protegga dal gelo e alle prese con una cronica carenza di pasti, spesso distribuiti in maniera non regolare dalle autorità del luogo. Il sindaco della cittadina di Bihac, la più vicina al campo improvvisato, si è rifiutato di riaprire una struttura abitativa per migranti finanziata dall’Unione Europea, che ha operato per quasi due anni fino a che non è stata chiusa in autunno. Una situazione che non è certo nuova e che si ripresenta ogni anno, esattamente come quando, con il sopraggiungere della bella stagione, le barche dei migranti ricominciano a salpare dalla Libia verso le coste del nostro Paese. Mentre le organizzazioni umanitarie si organizzano per soccorrere le persone intrappolate in condizioni disumane, ci si interroga ancora una volta sulle responsabilità dell’Europa, Italia compresa: abbiamo raccolto alcuni articoli che raccontano cosa sta succedendo sulla rotta balcanica ed esplorano le falle politiche europee di fronte ai fenomeni migratori.

I dimenticati di Lipa, intrappolati nel ghiaccio della Bosnia –Internazionale
Il 23 dicembre, un incendio ha distrutto il campo profughi di Lipa, in Bosnia, fino a quel momento unico riparo per un migliaio di persone respinte dalla Croazia, dalla Slovenia e dall’Italia. A raccontare l’atmosfera, lo scheletro dei tendoni e il freddo è Annalisa Camilli, che in questo articolo per Internazionale ha spiegato i motivi per cui nonostante simili difficoltà i profughi non siano stati trasferiti in altre strutture e perché, dopo il rogo, la situazione sia conseguentemente peggiorata.

A refugee crisis brews in Bosnia’s bitter winter – Al Jazeera
Tende, fango, ma soprattutto freddo (le temperature raggiungono -9°). Da settimane centinaia di rifugiati sono bloccati in edifici abbandonati dentro e intorno alla città bosniaca nordoccidentale di Bihac, coprendosi come meglio possono contro la neve e il gelo. A peggiorare la situazione c’è poi la scarsità di cibo, come ha raccontato dei testimoni ad Al Jazeera: «La distribuzione inizia intorno alle 9:30 o alle 10 del mattino, a volte più tardi, a volte mai, perché il cibo finisce subito e chi si trova in fondo alla fila non riesce a procurarselo».

Journeys of hope: what will migration routes into Europe look like in 2021? – Guardian
Ci sono stati altri numeri nel 2020 oltre a quelli legati alla pandemia, e sono i numeri dei migranti, arrivati a destinazione o dispersi in mare, come segnala il Guardian in questo articolo più ampio che riguarda le tratte migratorie. Lo scorso anno, infatti, decine di migliaia di migranti hanno attraversato deserto e mare, scalato montagne e camminato attraverso foreste per raggiungere quella che è diventata, per loro, un’Europa sempre più inospitale. Molti sono morti travolti dalle onde, o torturati nei centri di detenzione libici. Altri sono stati sfollati dopo che le fiamme del campo profughi di Moria, in Grecia, hanno bruciato tutto ciò che avevano. Un fatto simile a quanto accaduto a Lipa.

How to make the EU’s migration pact more humane – Politico
Imogen Sudbery è la direttrice della politica e della difesa del Comitato internazionale di soccorso in Europa. Un mese fa ha scritto questo articolo in cui spiega perché la Ue dovrebbe cambiare il suo accordo sulle migrazioni, raccontando le condizioni fisiche ma anche mentali dei circa 15.000 rifugiati e richiedenti asilo bloccati nei campi sulle isole greche (dal sito dell’International Rescue Committee è possibile scaricare il report completo). «Sull’isola di Lesbo […] il campo è soggetto a inondazioni e le tende sono battute da forti venti. Non c’è elettricità e poca acqua corrente, costringendo molti a fare il bagno nel mare freddo. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di oltraggi affrontati da persone che, avendo rischiato la vita per raggiungere l’Europa in cerca di sicurezza, si trovano invece intrappolate in condizioni pericolose».

Heartbreaking photos show migrants traveling through Bosnia in search of a better life – Washington Post
Queste foto, scattate nel 2020 dal fotografo dell’Associated Press Manu Brabo, raccontano le difficoltà che i migranti egiziani, afghani, pakistani e siriani affrontano durante l’inverno durante il loro viaggio, una situazione che si è rinnovata quest’anno alle stesse durissime condizioni. Le foto mostrano persone che cercano riparo in fattorie abbandonate, le soste in mezzo alla neve, le file per il cibo, e in generale le precarie condizioni in cui si ritrovano a vivere.

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