L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente
Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
Magari siete già partiti per le ferie, la valigia l’avete preparata da un pezzo, lo spazio che avete deciso di riservare ai libri quello è e i libri che avete scelto quelli restano. Magari avete letto la nostra lista di letture “strane” per questa estate e tanto vi basta (ci farebbe piacere, non lo neghiamo). Ma magari tra di voi c’è anche chi ancora deve partire e ha ancora un po’ di tempo per decidere. Magari tra voi c’è chi in valigia ha ancora un po’ di spazio, per un libro in più, poi. Ecco, per chi ancora può, quest’anno arriva a dare una mano niente meno che l’Accademia di Svezia, l’istituzione che ogni anno assegna il Premio Nobel per la letteratura, con una lista di cinque autori e cinque libri da leggere questa estate. Tutti vincitori e vincitrici del Nobel per la letteratura, ovviamente.
Si parte dall’ultimo scrittore che viene in mente quando si pensa all’estate, non ce ne voglia il leggendario László Krasznahorkai, scelto da Anna-Karin Palm con Herscht 07769. «L’autore lascia che il calore umano più semplice conviva con la violenza e l’odio, mentre la bellezza sublime e l’ordine che la musica di Bach rappresenta risuonano come un sogno lontano lungo tutto il romanzo», questa la ragione per la quale Palm consiglia di leggere il libro.
Si procede con Han Kang e La vegetariana, indicato da Steve Sem-Sandberg come «ritratto tagliente di una società patriarcale ossessionata dal carrierismo e da norme sociali rigide». Si passa poi ad Annie Ernaux, di cui Anne Swärd sceglie Non sono più uscita dalla mia notte, libro dedicato agli ultimi anni di vita della madre della scrittrice, affetta da demenza senile. Per Jon Fosse la scelta cade sul monumentale Settologia, milleduecentocinquanta pagine in forma di monologo che secondo Anders Olsson rappresentano il vero capolavoro in prosa del norvegese. Chiude Abdulrazak Gurnah, con Il disertore segnalato da Ellen Mattson come grande romanzo su memoria, perdita e legami che sopravvivono alla distanza.
Quello che emerge, mettendo insieme le quattro schede, è un filo comune: sono tutti autori che lavorano su distanza, memoria e frattura, che sia quella tra un corpo e le sue regole sociali, tra una figlia e la madre che dimentica, tra un io e il suo doppio, o tra due amanti separati da tempo e geografia. Per chi vuole entrare nell’opera di questi Nobel senza perdersi, la pagina dell’Accademia offre anche estratti gratuiti dei libri citati: un buon modo per capire, prima di comprare, se il libro fa per voi e se vale il prezioso spazio in valigia che gli riserverete.