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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
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Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Le scuole israeliane stanno chiedendo ai genitori di cancellare le app dei social

12 Ottobre 2023

Che la pessima, quando non assente, moderazione dei contenuti sui social sia una piaga della società contemporanea lo sappiamo. In questi anni sono arrivate conferme su conferme: i deliri no vax, i complottismi antiucraini, e ora il terzo indizio che fa una prova è il terrorismo digitale di Hamas (ne abbiamo scritto qui). Stando così le cose, le persone di buon senso hanno dovuto prendere provvedimenti alternativi: come riporta Shiona McCallum sulla Bbc, diverse scuole in Israele – ma anche negli Stati Uniti e in Inghilterra – stanno invitando le famiglie a rimuovere le app dei social media dai loro dispositivi. Purtroppo viviamo nell’epoca in cui chi potrebbe fare qualcosa preferisce passare il tempo a trollare online come un tredicenne con pochissimi interessi e nessunissimo amico: chi sta pensando a Elon Musk ha pensato bene, visto che il padrone di X ha risposto con il solito sarcasmo che solo i possessori di Tesla trovano divertente all’invito della Commissione europea a fare qualcosa per evitare la diffusione di video di violenze e notizie false riguardanti l’attacco di Hamas a Israele dello scorso fine settimana.

Si tratta ovviamente di proteggere i minori, in particolar modo i bambini, dalle foto e dai video che tutti stiamo purtroppo vedendo scorrere nei nostri feed social in questi giorni. Nell’articolo di Bbc, si parla di diverse scuole di Tel Aviv che avrebbero inviato un alert ai telefoni dei genitori degli studenti per avvisarli di quello che i loro figli rischiano di vedere soprattutto su Instagram e TikTok. Una scuola in New Jersey avrebbe inviato una mail per consigliare ai genitori di parlare con i loro figli e spiegare loro perché in questo momento è necessario fare a meno dei social. A New York, i dirigenti di una scuola hanno invece chiesto ai genitori di parlare in famiglia di quello che sta succedendo e chiedere ai figli di non guardare video, immagini, contenuti che ripropongono le violenze dei terroristi. È una missione quasi impossibile, chiaramente: i telefoni e le app sono delle abitudini per tutti, soprattutto per la Gen Z.

Il rischio, però, è enorme. Nessuno sa che cosa abbia intenzione di far vedere Hamas nei prossimi giorni. Il pericolo è che sia qualcosa di addirittura peggiore di quanto visto fin qui, dei cadaveri in mezzo alle strade, dei rapimenti, delle esecuzioni. Se davvero l’organizzazione terroristica dovesse tener fede ai suoi annunci, è possibile che vengano diffusi i video delle esecuzioni degli israeliani in questo momento prigionieri a Gaza. Se il precedente dell’Isis ci insegna qualcosa – tutti abbiamo assistito alle “gesta” del boia dell’Isis Jihadi John, anche grazie ai social diventato un simbolo e uno strumento di propaganda – è inutile aspettarsi che di questi video venga tempestivamente impedita la diffusione. I social non riescono a fare moderazione, figuriamoci premoderazione. Forse, davvero, l’unica soluzione che rimane è la cancellazione. Per regolamentare potrebbe essere ormai troppo tardi.

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