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03:55 mercoledì 15 luglio 2026
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Canva ha ammesso che la sua AI aveva un “bug” che nelle grafiche sostituiva la parola Palestina con Ucraina senza che l’utente lo chiedesse

Lo si è scoperto grazie al progetto Cats for Palestine, una serie di grafiche in cui la parola Palestine veniva puntualmente sostituita dalla parola Ukraine.

05 Maggio 2026

Canva è finito al centro di una tempesta social che sa di censura geopolitica. La nuova funzione “Magic Layers”, lanciata appena un mese fa per trasformare immagini in progetti grafici, è stata sorpresa a riscrivere la realtà. Diversi utenti hanno segnalato che lo strumento sostituiva sistematicamente la parola “Palestina” con “Ucraina”. Il caso, esploso su X con il progetto “Cats for Palestine” trasformato in “Cats for Ukraine”, solleva interrogativi su come l’intelligenza artificiale intervenga nel processo creativo senza alcuna istruzione esplicita, agendo come un correttore di bozze invisibile e decisamente pregiudizioso.

La risposta dell’azienda è arrivata con la rapidità del crisis management. Un portavoce ha confermato l’errore, definendolo un problema isolato e già risolto. Eppure, il mistero rimane. Se la funzione dovrebbe limitarsi a scomporre i livelli di un’immagine per renderli modificabili, perché sente il bisogno di alterare il contenuto testuale di propria iniziativa? Il bug suggerisce un addestramento del modello AI intriso di scelte editoriali precise e di dataset pesantemente sbilanciati, dove alcune informazioni sono considerate “sicure” mentre altre vengono rimosse e altre ancora sostituite in automatico. È la dimostrazione di un’AI che imita sempre di più i comportamenti umani, comportamenti in cui la guerra in Ucraina è considerato – almeno da alcuni, sicuramente dagli sviluppatori dell’AI di Canva – una questione meno controversa del genocidio in Palestina.

Il caso Canva, come scrive Gizmodo, non è un’anomalia, ma un altro tassello del mosaico di pregiudizi algoritmici che sembra perseguitare la rappresentazione del Medio Oriente. Dai precedenti di Meta, i cui strumenti generativi dell’AI di WhatsApp associavano armi ai bambini palestinesi, alla ritrosia di ChatGPT nel rispondere a domande sul diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese (nel 2023 un gruppo di attivisti aveva scoperto che il modello di OpenAI si rifiutava categoricamente di rispondere alla domanda: “I palestinesi dovrebbero essere liberi?”), l’industria tecnologica sta facendo i conti con la propria coscienza programmata. Mentre Canva si scusa e promette test più severi, resta la sensazione che queste allucinazioni selettive siano il riflesso di un’architettura decisionale che preferisce il comfort di una narrazione geopolitica preapprovata alla neutralità promessa o alla pura narrazione degli eventi.

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