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19:53 venerdì 12 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

Canva ha ammesso che la sua AI aveva un “bug” che nelle grafiche sostituiva la parola Palestina con Ucraina senza che l’utente lo chiedesse

Lo si è scoperto grazie al progetto Cats for Palestine, una serie di grafiche in cui la parola Palestine veniva puntualmente sostituita dalla parola Ukraine.

05 Maggio 2026

Canva è finito al centro di una tempesta social che sa di censura geopolitica. La nuova funzione “Magic Layers”, lanciata appena un mese fa per trasformare immagini in progetti grafici, è stata sorpresa a riscrivere la realtà. Diversi utenti hanno segnalato che lo strumento sostituiva sistematicamente la parola “Palestina” con “Ucraina”. Il caso, esploso su X con il progetto “Cats for Palestine” trasformato in “Cats for Ukraine”, solleva interrogativi su come l’intelligenza artificiale intervenga nel processo creativo senza alcuna istruzione esplicita, agendo come un correttore di bozze invisibile e decisamente pregiudizioso.

La risposta dell’azienda è arrivata con la rapidità del crisis management. Un portavoce ha confermato l’errore, definendolo un problema isolato e già risolto. Eppure, il mistero rimane. Se la funzione dovrebbe limitarsi a scomporre i livelli di un’immagine per renderli modificabili, perché sente il bisogno di alterare il contenuto testuale di propria iniziativa? Il bug suggerisce un addestramento del modello AI intriso di scelte editoriali precise e di dataset pesantemente sbilanciati, dove alcune informazioni sono considerate “sicure” mentre altre vengono rimosse e altre ancora sostituite in automatico. È la dimostrazione di un’AI che imita sempre di più i comportamenti umani, comportamenti in cui la guerra in Ucraina è considerato – almeno da alcuni, sicuramente dagli sviluppatori dell’AI di Canva – una questione meno controversa del genocidio in Palestina.

Il caso Canva, come scrive Gizmodo, non è un’anomalia, ma un altro tassello del mosaico di pregiudizi algoritmici che sembra perseguitare la rappresentazione del Medio Oriente. Dai precedenti di Meta, i cui strumenti generativi dell’AI di WhatsApp associavano armi ai bambini palestinesi, alla ritrosia di ChatGPT nel rispondere a domande sul diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese (nel 2023 un gruppo di attivisti aveva scoperto che il modello di OpenAI si rifiutava categoricamente di rispondere alla domanda: “I palestinesi dovrebbero essere liberi?”), l’industria tecnologica sta facendo i conti con la propria coscienza programmata. Mentre Canva si scusa e promette test più severi, resta la sensazione che queste allucinazioni selettive siano il riflesso di un’architettura decisionale che preferisce il comfort di una narrazione geopolitica preapprovata alla neutralità promessa o alla pura narrazione degli eventi.

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