Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech
Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Il senso di colpa che deriva dal sapere che il dispositivo o software su cui tutti i giorni facciamo affidamento è prodotto da un’azienda che potrebbe causare danni ambientali o contribuire a violazioni dei diritti umani o sostenere economicamente e politicamente Donald Trump potrebbe presto finire grazie alla diffusione del cyberdeck. Il programmatore Tru Narla, raggiunto da Dazed, descrive questi apparecchi come «computer portatili costruiti su misura, solitamente progettati in base al gusto, al flusso di lavoro e all’immaginazione di chi li costruisce».
@ubeboobey The new and improved version! I love this way more than my first try. I will be reinstalling the software onto this so stay tuned for the video 😋 #technology #electronics #cyberpunk #fyp #4u
Sono relativamente semplici da realizzare, spesso per farlo si utilizzano computer a scheda singola come il Raspberry Pi, insieme a piccoli schermi, vecchie tastiere e custodie. La cosa più importante è che sia tutto estremamente e facilmente personalizzabile. Tra la nuova generazione di creatori di cyberdeck grande enfasi è posta sul riutilizzo di parti già a disposizione o sull’acquisto di parti di seconda mano. La possibilità di personalizzare è ciò che sta trasformando il cyberdeck anche in un’affermazione politica: la personalizzazione è vista come un atto in aperto contrasto con le aziende di Big Tech, che in questi anni hanno investito moltissimo sulla standardizzazione dei dispositivi sia dal punto di vista delle funzioni che dell’estetica. Ogni cyberdeck è pensato per essere sostanzialmente il contrario dei dispositivi disponibili in commercio: esistono solo esemplari unici, tutti costruiti per essere diversi dagli altri in fatto di colori, dimensioni e funzionalità.
@zinacodes turned an old shell purse into my own cyberdeck 🐚💻✨ using it as a 2026 time capsule so I can keep all my favorite photos and memories from this year in one tiny little digital keepsake. still in my prototype era, but building this healed my inner child a little not gonna lie. #cyberdeck #raspberrypi #fyp #fypシ #fypシ゚viral
Recuperando componenti usati o economici, una nuova generazione di creator sta riscoprendo la meraviglia della tecnologia liberata dalla perenne connessione a internet, oggetti immagazzinare musica, brevi video e migliaia di articoli senza mai passare dal server proprietario di un’azienda della Silicon Valley. Tra nostalgia per i gadget colorati degli anni 2000 e influenze solar/steam/cyberpunk, il cyberdeck non è solo un oggetto tecnologico ma un modo per riprendersi il potere decisionale e trasformare il consumo in espressione. Dimostrando così che la ribellione contro la broligarchia può iniziare anche costruendosi il proprio computer. Basta che sia piccolo, colorato e buffo.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.