Il governo spagnolo ha approvato la settimana lavorativa corta
Se la legge dovesse essere approvata anche dal Parlamento, 12 milioni di persone lavoreranno due ore e mezzo in meno alla settimana.
«Oggi stiamo modernizzando il mondo del lavoro e stiamo aiutando le persone a essere un po’ più felici», con queste parole Yolanda Díaz, ministra del Lavoro e vice Presidente del governo spagnolo, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge che accorcia la settimana lavorativa dalle attuali 40 ore a 37 ore e mezzo. A proporre la legge è stato il Movimento Sumar (di cui Díaz è la leader), primo partito della omonima grande coalizione di partiti di sinistra radicale, alleata del Partito socialista del Presidente Sanchez.
Adesso vedremo cosa succederà in Parlamento, quali modifiche apporteranno (se ne apporteranno) i deputati e senatori, quanto tempo ci vorrà prima che il disegno di legge diventi legge dello Stato. Quando succederà – se succederà, un grosso se visto che quello di Sanchez è un governo di minoranza che non ha mai avuto i numeri in Parlamento – la nuova settimana lavorativa varrà per 12 milioni e mezzo di persone e interesserà larghissimi settori dell’economia spagnola come il commercio, la manifattura, il turismo e l’edilizia.
Allievo di Girard, ossessionato da Tolkien, ammiratore di Rand, padrino di Vance, patrono di Trump, eminenza grigia di Big Tech, Thiel è uno degli uomini più potenti e inquietanti della nostra epoca. Fino al 18 marzo sarà a Roma, a parlare di Anticristo. E di tutto il resto.