Il governo spagnolo ha approvato la settimana lavorativa corta
Se la legge dovesse essere approvata anche dal Parlamento, 12 milioni di persone lavoreranno due ore e mezzo in meno alla settimana.
«Oggi stiamo modernizzando il mondo del lavoro e stiamo aiutando le persone a essere un po’ più felici», con queste parole Yolanda Díaz, ministra del Lavoro e vice Presidente del governo spagnolo, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge che accorcia la settimana lavorativa dalle attuali 40 ore a 37 ore e mezzo. A proporre la legge è stato il Movimento Sumar (di cui Díaz è la leader), primo partito della omonima grande coalizione di partiti di sinistra radicale, alleata del Partito socialista del Presidente Sanchez.
Adesso vedremo cosa succederà in Parlamento, quali modifiche apporteranno (se ne apporteranno) i deputati e senatori, quanto tempo ci vorrà prima che il disegno di legge diventi legge dello Stato. Quando succederà – se succederà, un grosso se visto che quello di Sanchez è un governo di minoranza che non ha mai avuto i numeri in Parlamento – la nuova settimana lavorativa varrà per 12 milioni e mezzo di persone e interesserà larghissimi settori dell’economia spagnola come il commercio, la manifattura, il turismo e l’edilizia.
Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Il termine non è nuovo ma è stato definitivamente sdoganato in questi mesi, con tanto di manifestazione in Piazza Duomo a Milano a cui ha aderito anche la Lega di Salvini. E, con l'avvicinarsi delle elezioni, sarà sempre più al centro del dibattito pubblico.