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Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.

I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei

Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.

07 Gennaio 2026

Tra la fine di dicembre e il nuovo anno si è scatenata una nuova ondata di proteste in Iran: quelle in corso in tutto il Paese, per tono e contenuti, vengono descritte come senza precedenti per come contestano apertamente la guida dell’Ayatollah. Lo riporta France24, spiegando che in diverse città manifestanti hanno scandito slogan contro la guida suprema Ali Khamenei e contro l’intero sistema della Repubblica islamica, un livello di sfida considerato particolarmente preoccupante dalle autorità. In particolare, France24 segnala la veloce diffusione di un nuovo coro in tutte le città e paesi in cui si sta diffondendo la protesta: tradotto rozzamente in italiano, il coro fa «Questo è l’anno del sangue, Ali (Khamenei, ndr) verrà cacciato». I primi a cantarlo sarebbero stati i giovani di Marvdasht, città nel sud dell’Iran, e la rapida diffusione del coro sarebbe dovuto anche e soprattutto a un video caricato sui social lo scorso 1 gennaio e che ha rapidamente accumulato milioni di visualizzazioni.

Come in tutte le proteste, ma specialmente in quelle iraniane, i cori e gli slogan ricoprono un ruolo fondamentale, per capire sia le ragioni che hanno portato le persone a manifestare siano gli obiettivi delle manifestazioni stesse. Nello stesso articolo di France24, infatti, vengono elencati diversi altri cori che si stanno diffondendo in queste settimane di protesta: dal semplice “Libertà, libertà, libertà” all’elaborato “Non per Gaza, non per il Libano, la mia vita voglio sacrificarla per l’Iran”, passando per “Poliziotti, unitevi a noi” a “Non avere paura, siamo tutti qui assieme”. Ovviamente, nella storia recente delle proteste iraniane il coro più famoso è indubbiamente “Donna, vita, libertà”, cantato in tutte le manifestazioni seguite all’omicidio di Mahsa Amini. Se volete approfondire la storia dei cori di protesta in Iran, su Wikipedia c’è una pagina che li raccoglie e spiega tutti, dalla fondazione della Repubblica islamica a oggi.

Le proteste sono inizialmente state innescate dal crollo della valuta iraniana, il rial, che ha raggiunto nuovi minimi storici, aumentando moltissimo il costo della vita (inflazione +42 cento rispetto a dicembre 2024, costo dei beni alimentari +72 per cento e quello dei medicinali +50 per cento) e la già profonda crisi economica del Paese. Alla rabbia causata dalla spirale iperinflattiva e dalla perdita di potere d’acquisto si è sommata una contestazione politica violenta, con cori e cartelli che accusano direttamente l’Ayatollah di essere responsabile del deterioramento delle condizioni di vita. Le autorità hanno reagito con la – solita, purtroppo – violenza repressiva, rafforzando la presenza delle forze di sicurezza e procedendo ad arresti di massa. Bbc riferisce che la risposta della Repubblica islamica è stata fin qui durissima, con centinaia di incarcerazioni e un rafforzamento della presenza delle forze di sicurezza, mentre resta difficile valutare l’ampiezza reale del movimento in un Paese dove l’accesso all’informazione è fortemente controllato: i primi video diffusi sui social verificati dall’emittente inglese confermano che le proteste si stanno svolgendo in decine di città in tutto l’Iran, nonostante i pericoli che corrono i manifestanti.

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