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16:24 venerdì 11 settembre 2026
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.

Il Giappone introdurrà la settimana lavorativa corta per incoraggiare le coppie a fare sesso

11 Dicembre 2024

Che i giapponesi abbiano un rapporto malsano con i lavoro è cosa nota da tempo. Parliamo del popolo che si è dovuto inventare una parola nuova, karoshi, per indicare le persone che lavorano così tanto e così a lungo da morire di stanchezza. Come se questo non fosse già abbastanza inquietante, sono anni che i sociologi giapponesi lanciano e rilanciano lo stesso allarme: se continuiamo a lavorare così – cioè troppo – di giapponesi non ne resteranno più tanti. In parte perché molti se li porta via il karoshi, appunto. In parte perché quelli che sopravvivono lavorano talmente tanto che alla fine non hanno né il tempo né le energie per fare figli. E infatti, il Giappone è uno dei Paesi più anziani e con il più basso tasso di natalità del mondo: 1,2 bambini per ogni donna, perché una popolazione si mantenga numericamente stabile quella cifra dovrebbe essere almeno 2,1.

È per questo che, come riporta Cnn, l’amministrazione dell’area metropolitana di Tokyo ha deciso di introdurre una novità: lavorare di meno per scopare di più. Da aprile 2025 i lavoratori della pubblica amministrazione della capitale giapponese potranno usufruire di una settimana lavorativa corta: quattro giorni a lavorare, tre per vivere. E non solo: i genitori di figli iscritti alle scuole elementari potranno anche decidere di diminuirsi lo stipendio in cambio di una equivalente diminuzione dell’orario di lavoro. Tutto per dare ai giapponesi più tempo, energie e voglia di incontrarsi, conoscersi, fare sesso, sposarsi, convivere, mettere su famiglia, prendersi cura dei bambini.

Non è la prima iniziativa di questo tipo presa dalle amministrazioni locali e dal governo nazionale, in ogni caso. Nel dibattito politico giapponese, la denatalità è una delle questioni fondamentali. Lo stesso Primo ministro Fumio Kishida ha più volte e pubblicamente ripetuto che il problema va affrontato, e risolto, «ora o mai più». Kishida ha dichiarato che la denatalità in Giappone è un problema talmente grave da mettere in pericolo «il funzionamento della società». È per questo che i governi di ogni livello, nazionale e locale, hanno introdotto diverse iniziative come quella introdotta nell’area metropolitana di Tokyo: «Dobbiamo agire per proteggere e migliorare le nostre vite, i nostri stili di vita e la nostra economia», ha spiegato la presidente dell’area metropolitana della capitale, Yuriko Koike. E migliorare vita, stili di vita ed economia, oggi, significa lavorare meno.

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