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01:44 lunedì 8 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Una editorialista del Washington Post è stata licenziata per delle dichiarazioni contro Charlie Kirk

Karen Attiah ha scoperto di essere diventata ex editorialista del giornale proprio dopo aver fatto sui social commenti molto critici verso Kirk.

17 Settembre 2025

L’editorialista del Washington Post Karen Attiah è stata licenziata per presunti riferimenti alla vicenda di Charlie Kirk. Nel suo profilo Bluesky, la giornalista ha fatto riferimento alla “retorica vuota” che denuncia la violenza senza essere seguita da azioni concrete. Uno dei suoi post affermava che parte di ciò che rende l’America così violenta è l’insistenza con cui certe persone sostengono uomini bianchi che diffondono messaggi di odio e violenza. Senza mai citare esplicitamente Kirk, ma facendo evidente riferimento, Attiah ha anche scritto che «non volersi stracciare le vesti e cospargermi il capo di cenere per un maschio bianco che diffondeva messaggi violenti non è la stessa cosa che essere violenti».

Come riporta Cnn, il Post, che sta riorganizzando l’intero dipartimento “Opinions”, si rifiuta di commentare qualsiasi questione coinvolga il proprio personale, al momento. Tuttavia, la biografia di Attiah sul sito è stata modificata indicandola come ex-editorialista  (si legge “era”, un chiaro segnale). Lunedì (15 settembre) Attiah ha scritto in un post sul proprio profilo Substack spiegando come i suoi commenti abbiano ricevuto solo risposte moderate e “sensate”, e quasi nessuna reazione negativa, in nessuna delle piattaforme sulla quali è stato condiviso. Nello stesso post, l’ex editorialista scrive anche che il licenziamento non le impedirà di continuare a esprimere la sua opinione.

Come si legge poi nella pagina del sindacato dei giornalisti del Washington Post, il Washington Post Guild, il licenziamento sarebbe stato ingiusto in quanto la testata avrebbe ignorato le procedure disciplinari previste in questi casi e, cosa ritenuta ancora più grave, sarebbe così venuto meno al proprio ruolo della libertà di parola. Parallelamente, la PEN America (organizzazione che difende la libertà di stampa) ha espresso preoccupazione per i licenziamenti e sospensioni che hanno colpito diversi giornalisti a causa delle opinioni espresse sulla figura di Charlie Kirk dopo la sua morte. Questo, per PEN, rappresenta un precedente pericoloso che va a indebolire il dibattito pubblico in un momento in cui questo dibattito, è più necessario che mai.

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