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La prima puntata del podcast di Charlie Kirk dopo la sua morte è stata trasmessa dalla Casa Bianca e l’ha condotta JD Vance

Il vicepresidente ha ribadito che non ci può essere pacificazione con le persone che hanno festeggiato o minimizzato la morte di Kirk.

16 Settembre 2025

Ieri sera è stata pubblicata una nuova puntata del popolare podcast di Charlie Kirk, The Charlie Kirk Show, trasmesso in streaming sulla famigerata (per le sue lasche politiche di moderanzione) piattaforma Rumble. È il primo episodio senza il suo creatore e conduttore, ucciso durante un dibattito pubblico con gli studenti della Utah Valley University. A condurre la puntata è stato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, che ha dichiarato di voler prendere il testimone di Kirk e portare avanti il suo messaggio conservatore, in attesa che la moglie Erika prenda il posto del marito alla conduzione dello show. Nelle scorse ore, in un accorato discorso che ha avuto molta eco mediatica, Erika Kirk ha promesso di portare avanti l’attività politica del marito, inclusi i tour promozionali, i talk dal vivo e il popolarissimo podcast. 

Per l’occasione Vance ha voluto registrare la puntata nello suo “ufficio”, cioè lo studio del vicepresidente della Casa Bianca. Nel corso del podcast ha anche sostenuto che senza il contributo di Kirk lui non sarebbe mai diventato vicepresidente: «Charlie è stato forse la persona più importante, ci ha aiutato a superare il traguardo e sin dall’inizio mi ha aiutato a ottenere la nomination». La stretta amicizia tra i due era cosa nota da tempo: Vance ha addirittura messo a disposizione l’Air Force Two, l’aereo con cui si sposta il Vicepresidente degli Stati Uniti, per riportare il feretro di Kirk in Arizona, vicino Phoenix, dove Kirk viveva con la sua famiglia. 

Tra gli ospiti di questa speciale puntata del Charlie Kirk Show c’è stato anche Tucker Carlson, giornalista conservatorissimo e figura di riferimento dell’universo trumpiano. Tra i momenti clou dello show, quello in cui Vance ha ribadito, perché lo aveva già detto negli scorsi giorni, che non ci può essere pacificazione con chi festeggia la morte di Kirk. Mentre si preparano i funerali della vittima, organizzati per il 21 settembre allo State Farm Stadium di Glendale in Arizona, le ripercussioni promesse dal presidente Trump e dalla vedova di Kirk cominciano a diventare fatti. In uno sforzo congiunto di politici e attivisti Maga è iniziata la “Expose Charlie’s Murderers“: coloro che sui social hanno esultato per la morte di Kirk o anche solo l’hanno criticato in passato vengono denunciati presso i loro datori di lavoro, chiedendo a questi ultimi che vengano licenziati in tronco. Sono già centinaia le persone che sarebbero state sospese o avrebbero perso il loro impiego per questo motivo, come riportato da Cnn. C’è anche un sito dedicato che funge da centro di coordinamento dei tentativi di doxxing dei critici di Kirk, anche quando si tratta di persone con pochi follower e lungi dall’essere figure pubbliche. Le tre compagnie aeree Delta Air Lines, American Airlines e United Airlines hanno confermato di aver già sospeso dei dipendenti con questa motivazione, cedendo alla pressioni della politica e dell’opinione pubblica.

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