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16:58 giovedì 23 aprile 2026
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

Flying Carpet

Inaugura oggi a Milano la personale del fotografo Marco Pietracupa: nomi, tariffe e luoghi di nudi femminili sul tappeto volante.

25 Ottobre 2012

500 euro circa e quasi 24 mesi spesi tra il km 51 della statale 526 e via Ripamonti a Milano. Marco Pietracupa, fotografo abituato a ritrarre e costruire storie di moda con abiti “interessanti” e corpi altrettanto “intriganti”, ha costruito il progetto in mostra da oggi a Le Dictateur a Milano (dal 25 ottobre al 17 dicembre) facendo a meno sia dei volti che degli abiti perfetti. Unico leitmotiv che ricorre è un telo di satin arancio e rosso che ricorda l’accappatoio kitsch di un pugile.  Si chiamano Flying Carpet la mostra e il catalogo che raccolgono l’ultima esperienza di Pietracupa – photo contributor dal primo numero di  Studio -, ma si vola poco su questo tappeto perché a posare negli scatti sono prostitute estremamente legate al luogo in cui sono fotografate.

«Ho iniziato 12 anni fa, più o meno, a fotografare i luoghi dove lavoravano le prostitute. Strade e campi arredati per l’uso, su statali o vie secondarie. Poi ho lasciato sedimentare l’idea fino a quando un paio di anni fa ho desiderato ritrarre anche le ragazze che quei luoghi li occupavano per  lavorare». Così in un peregrinare da cliente in cerca del corpo giusto Pietracupa ha chiesto alle prostitute di lasciarsi ritrarre dietro compenso. «Mi sono comportato esattamente come un cliente: ho chiesto quanto volessero per il tempo necessario di una fotografia».  Il tempo lo decidono loro, che guardano l’orologio con maniacale precisione, le tariffe variano a seconda del taglio della prestazione, e così è anche quando un cliente accosta al ciglio della strada chiedendo il costo per  una fantasia che risponde alla categoria “shooting”.

In mostra la scheda esperienziale non manca di farsi notare: c’è Arianna che sulla statale 35 per Pavia ha accettato la richiesta del cliente per 50 euro e non più di 15 minuti in cui è stata ritratta con una Fujifilm e telo di lurex, contro i rosicati 10 minuti di Rossella al km 51 della 526 che per sdraiarsi ed essere “guardata” da una Contax G2 ha fissato la tariffa di 40 euro, «poi ci sono quelle inaspettatamente disponibili che anzi, si sono lasciate ritrarre gratis come una ragazza che mi ha lasciato il numero di cellulare  perché vuole essere fotografata a casa sua, per avere poi ritratti da pubblicare sul suo sito» racconta Pietracupa, il quale ha dovuto lavorare parecchio sulla fiducia e il convincimento delle ragazze per raccogliere questo portfolio.

«Tutte sono ritratte senza volto, per una questione di privacy, ovvio, ma anche per estremo pudore e imbarazzo del proprio corpo.  Vi sono donne bellissime, oppure corpi dalle linee molto morbide, e queste ultime donne si vergognano del loro fisico, si prestano in maniera ancora più imbarazzata e nascondono il viso. Molto spesso c’era diffidenza: e poi sono concentrate sul tempo che gli deve rendere il massimo».  I luoghi della prostituzione per Marco Pietracupa sono associabili all’esterno, agli spazi aperti quali cinture di strade che delimitano la città  o statali in aperta campagna. Niente camere d’hotel a una stella e mezza. «Inizialmente il progetto era di ritrarre solo il luogo del loro mestiere, poi sono venute anche loro che questi lembi di terra li occupano per le ore di lavoro». La lunga ricerca che ha interessato le ambientazioni non sarà presente nella mostra Flying Carpet curata da Gianluca Cantaro (ma rientrano nel catalogo dedicato), eppure sono l’essenziale terreno di azione di Pietracupa che li ha utilizzati per quello che erano e non come un atelier-en-plein-air. «Perché gli spazi aperti? Perché sono i loro luoghi, sono il campo dove operano. Poi forse sì, c’è il fatto che sono un montanaro (nato e semi-cresicuto in Alto Adige, ndr) e che mi viene automatico concepire il corpo, nudo, in mezzo alla natura».

«Ad alcune di loro sono riuscito a lasciare le polaroid dei loro ritratti, ma altre ancora non le volevano affatto. Il loro servizio era finito al momento dello scadere del tempo stabilito». Così per una Sara che, seppur divertita, ha stimato i 40 minuti di servizio per 50 euro tondi-tondi  portando a casa un ritratto a volto nascosto e pelle morbida distesa in un ciuffo d’erba in via Ripamonti, c’è Francesca che sulla Strada Provinciale 28 ha passato 45 minuti senza guadagnare un centesimo: era felice e disponibile di essere al centro di un’altra attenzione. «Mi sono chiesto a lungo se anch’io non stessi abusando di loro utilizzando la loro immagine per uno scopo personale. Ma questi ritratti non sono uno sfruttamento, e allo stesso tempo non hanno alcuna pretesa polemica o moralizzatrice: le ragazze sono state protagoniste di una storia estetica interamente basata sui loro corpi».

Flying Carpet, di Marco Pietracupa a cura di Gianluca Cantaro, dal 25 ottobre al 17, Le Dictateur, via Nino Bixio 47 Milano.

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