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06:44 mercoledì 25 marzo 2026
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

Elogio di Peter Crouch

L'ultima doppietta sabato, contro lo Swansea. Breve profilo di un attaccante di razza, ma unico nel suo genere.

02 Ottobre 2012

A inizio carriera era per tutti un freak. Glielo urlavano, a ogni piè sospinto sul prato, i tifosi avversari. Deforme, bizzarro, anomalo. Due metri e zero uno che hanno rappresentato – e continuano a rappresentare – una tremenda arma sul campo da calcio, ma una zavorra fuori, anche solo sugli spalti. E anche i cori dei suoi supporters non mancano, mai, di sottolineare l’evidenza. Dall’Aston Villa (“He’s tall / hes’l lean / he’s a freaking goal machine”) al Liverpool (“He’s big / he’s red / his feet stick out of the bed”). Perfino i complimenti diventavano cliché, nascondevano un retrogusto amaro. Roba tipo “ha dei buoni piedi, NONOSTANTE quell’altezza”. “Fa dei bei goal, ANCHE SE è così sgraziato”.

Non si può chiedere grazia ed eleganza a un gigante. Non bisognerebbe nemmeno aspettarsela. E d’altronde nessuno ha mai detto che un calciatore debba essere un ballerino. Ed è vero che nei cliché c’è un fondo di verità. Impressiona sì, la levità con cui rovesciò duecento centimetri in sforbiciata contro Bolton o Galatasaray (non semplice rovesciata). Impressiona la coordinazione – busto in avanti, braccia larghe a mantenere l’equilibrio – con cui impattò di collo pieno uno spiovente per indirizzarlo, dopo trenta metri di volo, sotto il sette. Lo stesso goal che ha fatto Fabrizio Miccoli, per intenderci, Crouch l’aveva fatto sei mesi prima, contro il Manchester City. Stessa velocità di esecuzione, stessa precisione.

Fuori dall’Inghilterra, Crouchy ha cominciato a farsi conoscere con il trasferimento dal Southampton al Liverpool, nel luglio 2005. Troppo facili le critiche, gli sfottò ridanciani e livorosi, per uno spilungone ventiquattrenne che alla prima grande occasione passa 19 partite senza segnare. Più di ventiquattro ore di gioco. La fame si placa contro il Wigan a dicembre, con una doppietta. Saranno tredici le reti della stagione. Tredici su 43 partite, perché Peter Crouch, nato a Macclesfield e cresciuto (davvero) a Singapore, sfida le apparenze anche in questo: non è una punta “vecchia maniera”, uno che tre ne tocca e due ne segna. Sa giocare palla, fare assist, sa dribblare. A marzo 2006 arriva il primo goal in nazionale, alla quarta presenza. A breve distanza, il 30 maggio, si ripete contro l’Ungheria. Esulta, con quella danza che farà il giro del mondo. Nasce la robot dance di Peter Crouch. E si ripete, per tre volte, nella successiva amichevole contro la Giamaica, fallendo pure il rigore del poker.


29-09-2012 – Stoke City 2-0 Swansea City di f100000879525754

Il Liverpool l’ha scaricato dopo tre anni e tanti goal memorabili, lui è tornato al Portsmouth, al Tottenham, ora allo Stoke. In nazionale non lo chiamano più dal 2010, lui che ha una delle più alte ratio tra partite giocate e goal segnati nella storia dell’Inghilterra (42 / 22). Un po’ colpa di Capello, un po’ di Hodgson. L’ha detto il suo attuale allenatore Tony Pulis dopo l’ultima prestazione. «Roy [Hodgson] ha grande esperienza e l’ultima cosa che vorrei fare è dirgli chi deve convocare. Peter non può fare altro che giocare bene e segnare. Ma l’avete visto oggi [sabato]. Era immarcabile». Fosse arrivato sulla panchina dei Three Lions Redknapp, uno che Crouch l’ha allenato a più riprese, forse sarebbe stato diverso. E Peter ormai dice di non riporre nemmeno tante speranze in un suo futuro ritorno con l’Inghilterra.

Eppure il primo anno a Stoke-on-Trent l’ex Liverpool ha segnato 14 volte in 38 partite. Eppure quest’anno ne ha già realizzati cinque in sette presenza. Compresa la doppietta di sabato allo Swansea. Pensare che il suo nuovo compagno di attacco nei Potters è, come lui, uno dei più spietati killer nella storia della nazionale inglese. Uno che ha fatto 40 goal in 89 partite. Anche lui, non convocato dal 2008. Si chiama Michael Owen. Una lucidatura, un po’ di antiruggine; forse solo un’iniezione di fiducia, e la più forte macchina offensiva degli ultimi vent’anni di Inghilterra potrebbe scoprirsi, un po’ a sorpresa, lassù nello Stafforshire.

Per la cronaca: Owen e Crouch hanno fatto coppia 16 volte, in nazionale. Hanno segnato 16 volte.

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