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Stasera La chimera di Alice Rohrwacher arriva per la prima volta in tv, su Rai 3 Un film d'autore per festeggiare l'apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Emma Stone, che in Bugonia interpreta una donna accusata di essere un alieno, crede nell’esistenza degli alieni E ha spiegato anche perché: lo ha capito guardando la serie Cosmos di Carl Sagan.
Miley Cyrus è diventata la prima celebrity a fare da testimonial a Maison Margiela La campagna scattata da Paolo Roversi è una rivoluzione nella storia del brand.
Andrea Laszlo De Simone ha rivelato la data d’uscita e la copertina del suo nuovo album, Una lunghissima ombra Lo ha fatto con un post su Instagram in cui ha pubblicato anche la tracklist completa del disco.
Il Van Gogh Museum di Amsterdam rischia la chiusura a causa di lavori di ristrutturazione troppo costosi Lo dice il museo stesso: servono 121 milioni di euro per mettere a posto la struttura. Il Van Gogh Museum pretende che a pagare sia il governo olandese. Il governo olandese non è d'accordo.
C’è grande attesa attorno a The Voice of Hind Rajab, il film che potrebbe essere la sorpresa di questa Mostra del cinema Per i nomi che lo producono, per il regista che lo dirige e soprattutto per la storia vera che racconta: quella di una bambina di 6 anni, morta a Gaza.
La stylist di Julia Roberts non vuole rivelare il brand del cardigan con la faccia di Luca Guadagnino Il misterioso cardigan indossato dall'attrice al suo arrivo a Venezia è già diventato l'oggetto del desiderio della Mostra del Cinema.
In Corea del Sud è stata approvata una legge che vieta l’uso dello smartphone a scuola a tutti gli studenti È una delle più restrittive del mondo ed è stata approvata dal Parlamento con una larga maggioranza bipartisan.

Elogio di Peter Crouch

L'ultima doppietta sabato, contro lo Swansea. Breve profilo di un attaccante di razza, ma unico nel suo genere.

02 Ottobre 2012

A inizio carriera era per tutti un freak. Glielo urlavano, a ogni piè sospinto sul prato, i tifosi avversari. Deforme, bizzarro, anomalo. Due metri e zero uno che hanno rappresentato – e continuano a rappresentare – una tremenda arma sul campo da calcio, ma una zavorra fuori, anche solo sugli spalti. E anche i cori dei suoi supporters non mancano, mai, di sottolineare l’evidenza. Dall’Aston Villa (“He’s tall / hes’l lean / he’s a freaking goal machine”) al Liverpool (“He’s big / he’s red / his feet stick out of the bed”). Perfino i complimenti diventavano cliché, nascondevano un retrogusto amaro. Roba tipo “ha dei buoni piedi, NONOSTANTE quell’altezza”. “Fa dei bei goal, ANCHE SE è così sgraziato”.

Non si può chiedere grazia ed eleganza a un gigante. Non bisognerebbe nemmeno aspettarsela. E d’altronde nessuno ha mai detto che un calciatore debba essere un ballerino. Ed è vero che nei cliché c’è un fondo di verità. Impressiona sì, la levità con cui rovesciò duecento centimetri in sforbiciata contro Bolton o Galatasaray (non semplice rovesciata). Impressiona la coordinazione – busto in avanti, braccia larghe a mantenere l’equilibrio – con cui impattò di collo pieno uno spiovente per indirizzarlo, dopo trenta metri di volo, sotto il sette. Lo stesso goal che ha fatto Fabrizio Miccoli, per intenderci, Crouch l’aveva fatto sei mesi prima, contro il Manchester City. Stessa velocità di esecuzione, stessa precisione.

Fuori dall’Inghilterra, Crouchy ha cominciato a farsi conoscere con il trasferimento dal Southampton al Liverpool, nel luglio 2005. Troppo facili le critiche, gli sfottò ridanciani e livorosi, per uno spilungone ventiquattrenne che alla prima grande occasione passa 19 partite senza segnare. Più di ventiquattro ore di gioco. La fame si placa contro il Wigan a dicembre, con una doppietta. Saranno tredici le reti della stagione. Tredici su 43 partite, perché Peter Crouch, nato a Macclesfield e cresciuto (davvero) a Singapore, sfida le apparenze anche in questo: non è una punta “vecchia maniera”, uno che tre ne tocca e due ne segna. Sa giocare palla, fare assist, sa dribblare. A marzo 2006 arriva il primo goal in nazionale, alla quarta presenza. A breve distanza, il 30 maggio, si ripete contro l’Ungheria. Esulta, con quella danza che farà il giro del mondo. Nasce la robot dance di Peter Crouch. E si ripete, per tre volte, nella successiva amichevole contro la Giamaica, fallendo pure il rigore del poker.


29-09-2012 – Stoke City 2-0 Swansea City di f100000879525754

Il Liverpool l’ha scaricato dopo tre anni e tanti goal memorabili, lui è tornato al Portsmouth, al Tottenham, ora allo Stoke. In nazionale non lo chiamano più dal 2010, lui che ha una delle più alte ratio tra partite giocate e goal segnati nella storia dell’Inghilterra (42 / 22). Un po’ colpa di Capello, un po’ di Hodgson. L’ha detto il suo attuale allenatore Tony Pulis dopo l’ultima prestazione. «Roy [Hodgson] ha grande esperienza e l’ultima cosa che vorrei fare è dirgli chi deve convocare. Peter non può fare altro che giocare bene e segnare. Ma l’avete visto oggi [sabato]. Era immarcabile». Fosse arrivato sulla panchina dei Three Lions Redknapp, uno che Crouch l’ha allenato a più riprese, forse sarebbe stato diverso. E Peter ormai dice di non riporre nemmeno tante speranze in un suo futuro ritorno con l’Inghilterra.

Eppure il primo anno a Stoke-on-Trent l’ex Liverpool ha segnato 14 volte in 38 partite. Eppure quest’anno ne ha già realizzati cinque in sette presenza. Compresa la doppietta di sabato allo Swansea. Pensare che il suo nuovo compagno di attacco nei Potters è, come lui, uno dei più spietati killer nella storia della nazionale inglese. Uno che ha fatto 40 goal in 89 partite. Anche lui, non convocato dal 2008. Si chiama Michael Owen. Una lucidatura, un po’ di antiruggine; forse solo un’iniezione di fiducia, e la più forte macchina offensiva degli ultimi vent’anni di Inghilterra potrebbe scoprirsi, un po’ a sorpresa, lassù nello Stafforshire.

Per la cronaca: Owen e Crouch hanno fatto coppia 16 volte, in nazionale. Hanno segnato 16 volte.

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