Hype ↓
01:14 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Una nuova rivista per raccontare la moda

Si chiama Dune ed è un progetto dell’Università Iuav di Venezia che, in questo momento, offre uno sguardo inedito sullo stato del settore.

di Studio
15 Aprile 2020

Come leggiamo spesso in questi giorni di pandemia, la crisi causata dall’emergenza Coronavirus ha accelerato molti cambiamenti in altrettanti settori della società, spingendo verso trasformazioni che succedono oggi nell’immediatezza ma che, in un regime di normalità, sarebbero state decennali. Succede anche nell’industria della moda, come cerchiamo di raccontare anche noi, dove in questo momento si discute molto sulle strategie e le tempistiche della ripartenza ma anche del modello in sé, le cui crepe sono ormai scoperte e sotto gli occhi di tutti da anni. Prima che il virus diventasse l’agente primario del mutamento intorno a noi – e anche, prima che il tempo ci dimostri se e quanto sarà effettivamente così – il ripensamento del modello, però, era già l’attività principale di chi si occupa delle “cose” di moda.

Oltre alle legittime discussioni sulla ripartenza, infatti, è anche il momento per approfondire questioni teoriche che completano e integrano gli attuali, pressanti, problemi della filiera. A questo proposito, è particolarmente interessante l’iniziativa promossa dal team di ricercatori dell’Università Iuav di Venezia guidato da Maria Luisa Frisa, che in questi giorni ha lanciato Dune. Scritture su moda, progetto e cultura visuale, una rivista accademica monotematica, bilingue e semestrale edita da Flash Art e diretta dalla stessa Frisa, con il progetto grafico di Think Work Observe. Ogni edizione è caratterizzata da una tematica chiave che riflette gli interessi di ricerca, le modalità di scrittura e la produzione teorica del gruppo di lavoro dello Iuav e accoglie contributi scientifici di studiosi internazionali. Il primo numero è incentrato sulla Dark Room, con una doppia valenza. Come scrive Frisa nel suo editoriale, la dark room può essere intesa come «un luogo di incontro in cui sperimentare la promiscuità e, allo stesso tempo, un luogo in cui i fotografi svolgono il proprio lavoro». Una camera di ricerca sensoriale ma anche artistica e programmatica oppure ancora, allargando lo sguardo, un momento di riconnessione intima, calzante in un periodo in cui, appunto, ci sembra ogni giorno di brancolare nel buio delle incertezze. E che rappresenta anche il salto nel buio di pubblicare oggi una rivista cartacea, offrendosi come un luogo per la riflessione teorica e visiva, la critica, l’introduzione di nuovi studi e l’approfondimento su figure e storie poco conosciute attraverso la visione di giovani autori. Dune è supportata da chi, come Matteo Mantellassi dell’azienda tessile Manteco e Nicoletta Fiorucci di Fiorucci Art Trust, ha creduto nel progetto editoriale. È priva di pagine pubblicitarie tradizionali e si pone come obiettivo la sperimentazione di nuove forme di dialogo con aziende, istituzioni e collezionisti, una direzione in cui si muovono oggi molti media indipendenti.

Lo stesso titolo della rivista, Dune, rimanda all’opera fantascientifica epica, in forma di romanzo, di Frank Herbert, pubblicato nel 1965, e al film diretto da David Lynch nel 1984, prima dell’arrivo del digitale. Film che alla fine di quest’anno, sperando di poter tornare a godere a pieno dell’esperienza, vedremo tornare nelle sale cinematografiche nella versione diretta da Denis Villeneuve – l’uscita in America è prevista per il prossimo 18 dicembre – con Timothée Chalamet e Zendaya tra i protagonisti. Il primo numero di Dune raduna tre tipologie di contributi (Essays, Reviews e Studies) ai quali si aggiunge un intervento commissionato a un artista visivo. Vi hanno partecipato – tra gli altri – Judith Clark, che ha usato la dark room come paradigma per ripensare lo spazio espositivo legato alla moda partendo dalla mostra The Concise Dictionary of Dress, che aveva co-curato insieme ad Adam Philipps nel 2010 alla Blythe House del Victoria & Albert Museum di Londra; una riflessione di Elda Danese, docente di Storia dell’arte contemporanea presso lo Iuav, sulle emozioni e i sensi che prevalgono quando siamo immersi nel buio – e cioè il tatto, l’olfatto e il gusto, curiosamente anche i sensi più colpiti dalla pandemia –, a partire dal lavoro di Tino Sehgal durante la tredicesima edizione di Documenta a Kassel, dove l’artista tedesco aveva riunito molte persone in un luogo buio per studiare il loro rapporto con l’ansia e il disorientamento; un saggio di Nicola Brajato, ricercatore in Fashion e Gender Studies all’Università di Anversa, sull’esperienza del clubbing come dimensione spazio-temporale in cui dove vengono messe in discussione le barriere sociali che fissano i limiti corporei e di abbigliamento a favore di una più libera espressione del soggetto. Il primo numero di Dune si acquista da qui mentre il secondo, intitolato Manifesto, è attualmente in lavorazione. Il comitato editoriale ha aperto una Call for Papers, rivolta a studiosi italiani e internazionali, attraverso l’indirizzo [email protected].

Articoli Suggeriti
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Leggi anche ↓
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.

La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati

Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente

Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.