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16:24 venerdì 9 ottobre 2026
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.

Secondo uno studio, nelle regioni più povere gli uomini sono più soggetti alla depressione rispetto alle donne

28 Novembre 2019

Secondo uno studio che va dal 2001 al 2018, nel Regno Unito gli uomini hanno tre volte più probabilità di suicidarsi rispetto alle donne. Un’ulteriore ricerca, riportata dalla Bbc, rileva invece come vivere in una zona povera e svantaggiata possa provocare un grave disturbo depressivo negli individui di sesso maschile più che in quelli di sesso femminile. Certo, la depressione ha soprattutto a che fare con fattori individuali e circostanze personali. Ma in certi casi le caratteristiche della comunità e del contesto in cui si vive possono avere un profondo effetto sul benessere mentale, anche a partire dal genere di appartenenza.

Per comprendere il reale potere che un’area problematica può avere sulla salute psichica dei suoi abitanti, gli studiosi hanno utilizzato i dati di uno degli studi-database sulla salute più approfonditi della Gran Bretagna, il progetto EPIC-Norfolk, che raccoglie i questionari compilati da oltre 20.000 persone sulla loro salute mentale e la loro storia medica. I codici postali degli intervistati sono stati collegati al censimento per determinare se vivevano in comunità svantaggiate. Cinque anni dopo la misurazione, i partecipanti hanno compilato un questionario psicosociale per determinare se i disturbi depressivi erano peggiorati. Utilizzando tecniche statistiche, è stata quindi esaminata l’associazione tra l’area e la depressione, tenendo conto della storia medica, dell’istruzione, della classe sociale e di altri importanti fattori.

Lo studio dimostra che gli uomini che vivono in un’area disagiata hanno il 51% di possibilità in più di soffrire di depressione rispetto alle donne. Sono infatti maggiormente colpiti dall’insuccesso nel campo professionale e dall’impossibilità di provvedere adeguatamente alla famiglia. Secondo Olivia Remes, studiosa dell’Università di Cambridge, gli uomini sarebbero quindi più sensibili al fallimento in campo lavorativo ed economico, mentre i livelli di depressione delle donne sarebbero maggiormente influenzati dallo stress derivante dalle relazioni e dalla rete sociale.

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