Leggono Bridgerton e romantasy, ne parlano solo su Discord e chiedono l’anonimato. In Italia sono quasi uno su cinque nella fascia tra i 25 e i 54 anni.
Richard Linklater sta girando il suo film più ambizioso, così ambizioso che non sarà pronto prima del 2040
È un adattamento del musical Merrily We Roll Along di Stephen Sondheim e per il momento sono ne state girate tre parti su nove.
Tre parti girate su nove, e un appuntamento fissato tra quasi quindici anni. Richard Linklater sta trasformando in film Merrily We Roll Along, il musical di Stephen Sondheim e George Furth, e ha deciso di girarlo a intervalli nell’arco di vent’anni, in modo che gli attori invecchino davvero davanti alla macchina da presa. La produzione è cominciata nel 2019, e l’ultimo aggiornamento è arrivato dallo Zurich Film Festival, che si è tenuto dal 24 settembre al 4 ottobre. Lì Linklater ha ricevuto il premio alla carriera e, durante una conversazione con il direttore del festival Christian Jungen prima della proiezione di Prima dell’alba, ha fatto il punto: le sezioni previste sono nove, e tra qualche mese si girerà la quarta. Poi ha chiuso, tra l’applauso del pubblico, con un «ci vediamo nel 2040». A quel punto Linklater, che è nato nel 1960, avrà 80 anni.
Il metodo è lo stesso che aveva usato per Boyhood (2014), girato nel corso di dodici anni per raccontare l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo, ed è l’ennesima prova dell’ossessione per il tempo che Linklater porta avanti almeno dalla trilogia dei Before, dove tra un film e l’altro passavano nove anni. Stavolta, però, il regista ha deciso di complicarsi ulteriormente la vita. Merrily We Roll Along racconta la vita e la carriera di tre amici, e soprattutto quella di Franklin Shepard, un giovane compositore promettente che abbandona gli amici e i propri ideali per inseguire il successo a Hollywood. La storia procede all’indietro, dal 1976 al 1957: comincia dall’adulto disilluso e cinico e risale, anno dopo anno, fino al ragazzo che era, con le sue ambizioni e le amicizie a cui teneva. Nel cast ci sono Paul Mescal nel ruolo di Franklin, Ben Platt e Beanie Feldstein, insieme a Mallory Bechtel e Hannah Cruz, e secondo World of Reel l’anno scorso, ad Austin, ha girato alcune scene anche Lin-Manuel Miranda. Linklater dice di aver sempre fatto film legati alla musica, ma che realizzare un musical vero e proprio è un’altra cosa: la colonna sonora, per fortuna, c’è già, e la stanno adattando un pezzo alla volta.
Girare per vent’anni significa scommettere che nel frattempo non succeda niente. Ai tempi di Boyhood gli chiedevano cosa sarebbe successo se qualcuno fosse morto, e lui rispondeva che di solito non succede, e che bisogna credere in una specie di collaborazione con il futuro. Con Boyhood gli è andata bene, e spera che vada bene anche stavolta. Ma il futuro, con Merrily We Roll Along, ha già presentato il conto una volta: il primo protagonista, Blake Jenner, è stato sostituito da Paul Mescal dopo essere stato accusato di abusi. Per un regista che ha costruito una carriera sull’idea che il tempo sia la materia stessa del cinema, è forse il progetto più coerente di tutti: un film sugli anni che passano e sulle amicizie che si perdono, che per essere finito ha bisogno che passino davvero gli anni, e che nessuno si perda per strada.