Leggono Bridgerton e romantasy, ne parlano solo su Discord e chiedono l’anonimato. In Italia sono quasi uno su cinque nella fascia tra i 25 e i 54 anni.
Paul Mescal, Daisy Edgar Jones, Jonathan Glazer, Irvine Welsh, Tilda Swinton, i Kneecap e molti altri hanno firmato una lettera in difesa di Sally Rooney
«Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista», inizia così la lettera pubblicata dopo che l'editore Faber ha ritirato i libri della scrittrice irlandese dai negozi del Regno Unito per via del suo sostegno a Palestine Action.
Nel Regno Unito i libri di Sally Rooney non arrivano più nelle librerie, e tra chi chiede al governo di rimetterli in vendita ci sono i due attori che proprio grazie a lei sono diventati famosi. Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, protagonisti della serie tratta da Normal People, hanno firmato una lettera aperta pubblicata dal New Statesman. Con loro ci sono il regista della serie Lenny Abrahamson, Jessie Buckley, che ha recitato con Mescal in Hamnet (e per quel film ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista), e molti altri, tra cui Jonathan Glazer, Irvine Welsh, Susan Sarandon, Tilda Swinton, i Kneecap e Robert Del Naja dei Massive Attack.
Come scrive Variety, Rooney sostiene Palestine Action, un gruppo che sostiene la causa palestinese e che il governo britannico ha messo al bando come organizzazione terroristica, e l’anno scorso aveva detto che avrebbe continuato a usare i suoi diritti d’autore per finanziarlo. Il gruppo è fuorilegge dal luglio del 2025, dopo che alcuni suoi attivisti erano entrati in una base della Royal Air Force e avevano danneggiato due aerei, e da allora centinaia di persone sono state arrestate per averlo sostenuto in pubblico (Robert Del Naja, per esempio, è già stato portato via due volte dalla polizia inglese per aver tenuto in mano un cartello). All’inizio del mese Rooney ha fatto sapere che pubblicare i suoi libri nel Regno Unito «potrebbe ormai costituire un reato grave». Faber, il suo editore per il Regno Unito e l’Irlanda, ha spiegato che «la legislazione attuale nel Regno Unito ha creato una situazione in cui Faber non può versare a Sally Rooney i guadagni del suo lavoro provenienti dalle vendite effettuate nel Paese», e per questo ha smesso di distribuire i suoi libri.
La lettera comincia così: «Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista. I suoi libri devono essere a disposizione del pubblico. Ritirarli dalla vendita sulla base di una legge antiterrorismo mal concepita e draconiana», scrivono i firmatari, «è un affronto ai principi fondamentali della libertà di parola e di espressione, dati per scontati così a lungo in questo Paese». Rifiutano poi «categoricamente» qualsiasi forma di censura, diretta o indiretta, e chiedono al governo di cambiare strada e di modificare la legge «che ci ha portati a questo punto di assurdità repressiva».